Bankitalia saetta gli eserciti schierati sul campo di battaglia da cui uscirà il nuovo vertice di Bipiemme e il salto dellistituto verso il sistema di governance duale. Non appena i dipendenti-soci hanno finito di schierare le truppe in vista dellassemblea del 22 ottobre, la Vigilanza ha preso carta e penna auspicando «il rinnovo integrale degli organi aziendali». Un colpo durissimo con cui il vice dg di Palazzo Koch, Anna Maria Tarantola, mette in discussione tutti i consiglieri uscenti. A partire dallattuale direttore generale Enzo Chiesa che, se si imponesse la lista presentata da Uilca e Fisac con lassociazione Amici e i placet di Andrea Bonomi, ne diverrebbe consigliere delegato come «garante» della continuità della cooperativa. La scure di Bankitalia promette, peraltro, di decimare lintera lista degli «Amici» che vorrebbero confermare nel board Giorgio Benvenuto, Giovanni Bianchini, Marcello Priori e Michele Zefferino. Candidato alla presidenza del consiglio di sorveglianza è invece Filippo Annunziata con i vice Umberto Bocchino e Giuseppe Coppini (altra faccia nota dellattuale cda); completano la squadra Francesco Giarretta, Marialuisa Mosconi, Mario Mazzoleni ed Ezio Simonelli. Con una mossa «preveggente» rispetto alla mattanza chiesta da Bankitalia, i dipendenti-soci hanno però composto un «listone» a 16 nomi, 5 in più degli 11 necessari, inserendo Maurizio Cavallari, Ruggero Cafari Panico, Alberto Balestreri, Maurizio Dallocchio e Guido Nori.
Dallaltra parte del campo Fabi e Fiba (spalleggiati da Ugl, Sinfub e Falcri) spingono invece alla presidenza Marcello Messori, che siede al vertice di Sator. Unulteriore prova del ruolo di Matteo Arpe come possibile futuro capo azienda di Bpm. Lex numero uno di Assogestioni guida un team dai caratteri più «istituzionali» rispetto a quello disegnato dagli Amici: in campo Massimo Tezzoni, Carmine De Robbio e Giovanna Nicodano, Alfredo Malguzzi, Massimo De Felice, Andrea Perrone, Raul Pisani, Enrico Castoldi e Serenella Rossano. Unico ricandidato Carlo DellAringa (entrato in consiglio alla fine del 2010) che siederebbe alla vicepresidenza insieme a Mauro Paoloni. Dellaringa potrebbe tuttavia non essere colpito dallaffondo se, come sussurrano alcuni in Piazza Meda, la lettera della Vigilanza considerasse come criterio di esclusione quello di aver completato almeno un mandato. Appare fuori giochi Pietro Lonardi, consigliere uscente della minoranza per i soci non dipendenti, anchessi impegnati a scrivere una lista come Assogestione. In particolare nella lettera inviata alla Bpm si legge: nella predisposizione delle liste per il nuovo consiglio di sorveglianza, la Banca dItalia zauspica il rinnovo integrale degli organi aziendali, mediante scelte di alto profilo e in netta discontinuità rispetto al passato, quale presupposto per una effettiva svolta nella gestione del gruppo». Sostanzialmente lanticamera della minacciata sterilizzazione dei diritti di voto dei dipendenti-soci.
In mancanza di un atto di forza da parte di Palazzo Koch, lesito dellassemblea dipenderà dallorientamento dei soci-pensionati riuniti nella formazione «Assoinsieme» guidata da Davide Meale (4mila iscritti,con 12 mila voti potenziali considerando le deleghe) che ad oggi sono spaccati, malgrado unanotte di tratattive e lappoggio annunciato da alcuni iscritti verso gli Amici. La parola dordine appare quindi: «Libertà di voto».