Buffon e l’Europeo: «Ci mancano Rossi e la follia di Cassano»

Buffon e l’Europeo:  «Ci mancano Rossi e la follia di Cassano»

Nell’Italia da ristrutturare, lui è uno dei punti fermi. Ed è a due passi dal mito: se giocherà con Polonia e Ucraina Gigi Buffon raggiungerà le 112 presenze in azzurro di Dino Zoff. «Due o tre anni fa mi sarei aspettato di raggiungerlo prima o poi, sicuramente non nel 1997 quando ho esordito in Nazionale - sottolinea il portiere campione del mondo 2006, come lo fu Zoff 24 anni prima -. Era un sogno e sapevo che sarebbe passata tanta acqua sotto i ponti perché si realizzasse».
Un anno fa, di questi tempi, era fermo ai box per l’operazione alla schiena. Oggi è tornato grande: otto partite giocate nella gestione Prandelli, solo tre gol incassati di cui uno in sfide di qualificazione per l’Europeo. «Nelle qualificazioni difesa e centrocampo hanno risposto in maniera egregia e questo è un ottimo punto di partenza», dice ancora Buffon della nostra nazionale, sempre più un’Ital-Juve (sette i convocati per Polonia e Uruguay), anche se il tecnico Conte storce un po’ la bocca per le assenze a Vinovo.
Riproponendo il tormentone dei club scontenti per le chiamate dei giocatori in amichevole. «Quando lo convocavano in Nazionale, lui volava - dice Buffon - . Ora il ruolo di Conte è diverso: ha iniziato un lavoro ambizioso, sarà dispiaciuto di doverlo interrompere per 10 giorni. Ma a tutti fa poi piacere avere un giocatore che va all’Europeo e segna 5 gol. E allora i club qualcosa devono cedere».
A Coverciano Gigi è arrivato con il solito entusiasmo, ma fa il nostalgico per le assenze di Rossi e Cassano: «Ci mancano perché dal punto di vista tecnico, della personalità e dall’esperienza ci avevano dato una grande mano, ma ce la daranno anche quando torneranno. Il mio auspicio è che possano venire con noi all’Europeo, anche se Prandelli ora dovrà fare esperimenti e far maturare chi ha meno esperienza».
Buffon è molto legato a Fantantonio. «Dava quel tocco di allegria, quel piacevole pizzico di pazzia a giuste dosi - dice ancora il portiere della Juve -. L’ho chiamato in ospedale per sapere se gli erano arrivati i fiori inviati da mia moglie: “ma quelli si mandano ai morti...", è stata la sua battuta. Io gli ho detto che con l’“ombrellino" non avrà problemi con la pioggia». E a proposito, scansa le polemiche sul rinvio di Napoli-Juve. «È stato giusto, in questi casi il calcio deve avere l’umiltà di farsi da parte».
E se Balotelli non sembra avere problemi al ginocchio («può diventare un campione del livello di Cristiano Ronaldo, dipende solo da lui, basta che faccia vedere quel che vale e noi ci aspettiamo moltissimo», l’investitura di Buffon), il settimanale Chi oggi in edicola rivela una curiosità: Cesare Prandelli avrà un cammeo nel cinepanettone di Natale di De Laurentiis: sarà un vip soccorso con l’auto in panne.

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