C'è un'idea di teatro che riesce a essere popolare senza essere superficiale, intelligente senza diventare elitaria. È la direzione che da anni seguono le Manifatture Teatrali Milanesi, e Sinceramente bugiardi, in scena al Teatro Leonardo fino a domenica ne è una dimostrazione. Uno spettacolo che diverte, scorre veloce, coinvolge pubblici diversi e, sotto la risata, lascia affiorare una riflessione tutt'altro che banale sui rapporti umani e sulle menzogne che li tengono in piedi. La macchina comica è quella perfetta e implacabile di Alan Ayckbourn, qui proposto nella sua fase iniziale, la più dichiaratamente farsesca. Il punto di partenza è minimo: una bugia detta per evitare una conversazione scomoda. Ma da quel dettaglio nasce un domino di equivoci che travolge due coppie, una giovane e una matura, facendo saltare ogni certezza.
Siamo negli anni Sessanta, in un tempo di passaggio in cui la leggerezza convive con le prime incrinature dell'ordine sociale e sentimentale. La colonna sonora ideale alterna Beatles e Rolling Stones, sullo sfondo emergono nuovi desideri di libertà, soprattutto femminile. Al centro c'è Ginny, divisa tra una relazione stabile e un amore clandestino. Il tentativo di chiudere con discrezione apre la porta al caos: il fidanzato arriva dove non dovrebbe, un matrimonio viene annunciato alla persona sbagliata, i ruoli si scambiano e le identità slittano. A ogni tentativo di rimettere ordine corrisponde una nuova menzogna, in un crescendo che porta la farsa a sfiorare il paradosso. La regia di Marco Rampoldi governa questo meccanismo con precisione e leggerezza. Max Pisu, amatissimo dal pubblico, si muove su registri meno consueti, trattenendo la comicità e facendola diventare più ruvida, quasi amara.
Accanto a lui, Matteo Pisu, Roberta Petrozzi e Valeria Lo Verso costruiscono un ensemble affiatato, capace di sostenere l'incastro perfetto della scrittura senza mai perdere verità scenica. A rafforzare il senso di questo progetto è anche l'attenzione al sociale: una delle repliche prevede la devoluzione di parte dell'incasso a Medici Senza Frontiere, Mission Bambini e Pane Quotidiano.