C’è Philip Glass (minimale) aspettando Sting (sinfonico)

Il minimalismo di Philip Glass, aspettando Sting. «Santa Cecilia It’s Wonderful» porta a Roma due grandi nomi della musica. Stasera arriva Philip Glass, esponente di punta della musica contemporanea, oltre che compositore di colonne sonore pluripremiate. Ma già si annuncia il grande concerto di Sting previsto per il 10 novembre, per la presentazione del nuovo album che verrà pubblicato dalla Deutsche Grammophon. Si chiama Symphonicities, con evidente riferimento allo splendido album dei Police Synchronicity, e conterrà classici della band e brani solisti di Sting, naturalmente riarrangiati in chiave sinfonica. Nel «Symphonicity tour» Sting sarà accompagnato dalla Royal Philharmonic Concert Orchestra, diretta dal Maestro Steven Mercurio. Il download del primo singolo, Every little thing she does is magic, sarà disponibile già dal 24 maggio, mentre in estate arriverà l’album, con nuove versioni di Roxanne, Next to you e Englishman in New York, tre le altre. «Sono felicissimo di andare in tour con la Royal Philharmonic Concert Orchestra - ha detto Sting - sarà come avere una nuova tavoletta di colori musicali con cui lavorare e quindi re-inventare le canzoni che hanno rappresentato i miei concerti dal vivo per oltre trent’anni». I biglietti per il concerto di Sting saranno in vendita da lunedì: (info allo 06.8082058 oppure sul sito www.santacecilia.it.)
Tornando all’appuntamento di stasera, Glass porterà in scena il meglio del suo repertorio. Il suo pubblico, quello più legato alla figura di compositore contemporaneo di musica per opera, balletto, teatro, ensemble da camera, sarà certamente felice di ascoltare una carrellata delle sue composizioni più acclamate: da Music in 12 parts a In the upper room, da Glassworks alla pietra miliare Einstein on the beach.
Glass ha lavorato molto per il cinema, legando il suo nome a quello di Martin Scorsese, che l’ha voluto per Kundun (per cui ha ottenuto una nomination all’Academy Award); ha poi lavorato per The Truman show di Peter Weir, vincendo un Golden Globe, e per The hours di Stephen Daldry, guadagnando la nomination al Golden Globe, al Grammy e all’Academy Award. Di rilievo anche il lavoro per le colonne sonore dei film The illusionist e Diario di uno scandalo (che gli è valso un’ulteriore nomination all’Oscar).
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