Argentina, 1978. Era l'undici giugno come oggi. Che festa, che titoli, che sogni. I nostri. Il giorno prima, il mondo aveva scoperto che nel Mondiale c'eravamo anche noi, di nuovo. Le ossa rotte in Germania, quattro anni prima. Da Valcareggi a Bearzot, da Rivera e Mazzola a Rossi e Cabrini. Due epoche nella gloria unica del nostro calcio. Argentina, 1978: il Mondiale dei colonnelli, propaganda allo stato puro nella dittatura di Jorge Rafael Videla, che peraltro di grado era generale. L'Argentina di Menotti lo vinse quel Mondiale, ma nella terza partita del girone, l'1-0 con la firma di Bettega riportò l'Italia sulle prime pagine di tutto il mondo. Terza vittoria su 3 dopo quelle con Francia e Austria.
E via ai sogni, favoriti dal fuso orario ma poi frustrati da 4 missili arrivati da lontano, 4 gol da fuori area, non intercettati dal mito Zoff fra Olanda e Brasile, cioè semifinale e finalina. Italia alla fine solo quarta, ma sono i germogli di quel che accadrà 4 anni più tardi, con gli azzurri campioni nel Mundial di Spagna. Nostalgia canaglia, davvero.