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2 luglio: giorno di vigilie importanti

Quella era l'Italia di Cesare Maldini, che due anni prima aveva sostituito Arrigo Sacchi, finalista a Pasadena. Due filosofie differenti, un modo opposto di intendere il calcio, con la critica spaccata a metà

2 luglio: giorno di vigilie importanti
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Il 2 luglio è giorno di vigilie importanti (e sfortunate). Se nel '90 l'Italia aspetta Maradona e l'Argentina, nel '98 allo Stade de France c'erano invece Zidane e la sua Francia e il giorno prima, il clima nel ritiro azzurro di Chantilly era infuocato, teso, l'atmosfera quasi claustrofobica. Quella era l'Italia di Cesare Maldini, che due anni prima aveva sostituito Arrigo Sacchi, finalista a Pasadena. Due filosofie differenti, un modo opposto di intendere il calcio, con la critica spaccata a metà. All'epoca non si parlava ancora di giochisti o risultatisti, ma la sostanza era la stessa e le fazioni ancora più lontane e feroci di quanto non siano oggi. Era l'Italia di Bobo Vieri, che segnò 5 gol nelle prime 5 partite, restando a secco solo contro i Bleus, in quello 0-0 che poi ci fu fatale ai calci di rigore.

Alla vigilia, Maldini fu chiarissimo: Del Piero sì, Baggio no, prima di tutto l'equilibrio. Per il Codino, un Mondiale da musone, un po' ai margini di una squadra che a rivederla oggi mette ugualmente tanta nostalgia, anche se per la terza volta consecutiva i rigori poi ci faranno male.

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