Di lui il Ceo nerazzurro Luca Percassi ha detto che «è un predestinato». Le stesse parole pronunciate qualche anno fa da Adriano Galliani, quando a sorpresa gli aveva consegnato il Monza in Serie A a pochi giorni dalla sfida contro la Juventus. In entrambi i casi la scelta di puntare su di lui si è rivelata vincente. Sono bastati, infatti, davvero pochi mesi a Raffaele Palladino per conquistare la Dea ed entrare nel cuore dei tifosi atalantini. Il tecnico napoletano ci è riuscito in fretta e a suon di vittorie. Tanto che ora l'accostamento con uno dei suoi maestri (quel Gian Piero Gasperini, che sulla panchina dell'Atalanta ha scritto la storia) non appare più così blasfemo. Anzi, Don Raffaele ha dimostrato di esserne il degno erede per idee brillanti di gioco e capacità di saper valorizzare i calciatori a sua disposizione.
E così, dopo il trionfo sul Leverkusen in Europa League il 22 maggio 2024, i bergamaschi hanno di nuovo conquistato la ribalta e gli applausi di tutta Europa. Anche stavolta asfaltando una formazione tedesca: ecco perché scaramanticamente qualcuno dalle parti di Zingonia spera che oggi dall'urna di Nyon (ore 12, Sky e Prime Video) possa uscire il Bayern Monaco al posto dell'Arsenal come avversaria agli ottavi. Hai visto mai che l'Atalanta possa completare il tris di imprese contro le big della Bundesliga. Dura, ma con questa squadra è lecito sognare. Merito dell'entusiasmo ricreato dal lavoro di Palladino, subentrato a novembre al posto di Juric col quale la Dea sembrava destinata a una lenta quanto inesorabile china. E invece adesso si respira tutta un'altra musica in casa nerazzurra come testimoniano la rimonta in campionato (con Palladino gli orobici sono passati dal 12° al settimo posto ma soprattutto sono in piena lotta per un posto in Europa) e soprattutto la notte magica in Champions.
Sugli scudi due certezze come Zappacosta e Pasalic, ma soprattutto Scamacca che, come Kean l'anno scorso a Firenze, ha trovato in Palladino l'allenatore giusto per compiere il definitivo salto di qualità. Lo stesso che tutti si aspettano da un talento cristallino ma finora incostante come Lazar Samardzic, diventato un autentico mattatore nel giro di pochi giorni.
Prima l'incornata vincente che ha steso il Napoli, poi il rigore perfetto che ha sbattuto fuori il Dortmund dall'Europa, regalando alla Dea la possibilità di vivere altre notti magiche e di poter continuare a sognare. E il bello per il serbo e la Dea targata Palladino deve ancora venire...