In nome della democrazia, dicono. Ma questa in realtà è la vera natura dei Carc, che per dire no al referendum sulla riforma della giustizia hanno deciso di raffigurare la presidente del Consiglio a testa in giù con scritto “molilitiamoci. Attività del mese di marzo per cacciare il governo Meloni. Votare no”. E parliamo degli stessi individui che, insieme ad altre sigle antagoniste e esponenti del mondo islamico italiano, oggi hanno preso la parola all’interno della sala più capiente della camera dei deputati. Grazie a chi? Al movimento cinque stelle, e in particolare alla loro deputata Stefania Ascari, le cui frequentazioni sono oramai note e la vedono al fianco di soggetti oggi in carcere perché accusati di terrorismo.
Tra gli invitati c’era anche Brahim Baya, referente di due moschee di Torino, che ha elogiato i missili iraniani, ma anche la resistenza palestinese (Hamas), quella libanese (Hezbollah) e quella iraniana (gli ayatollah). Un evento che ha visto una vera e propria coesione tra quel mondo e un partito che è rappresentato in Parlamento. Un evento che non è stato vietato, ma che vede una preoccupante saldatura tra sigle parlamentari ed extraparlamentari, le stesse che hanno partecipato anche a scontri di piazza ed eventi di boicottaggio.
Come si concilia tutto ciò con il sedicente rispetto della costituzione che viene tanto proclamato? Giuseppe Conte condivide le idee di chi ha partecipato all’iniziativa indetta dai suoi deputati? Apprezza che una sua collega venga raffigurata a testa in giù? Il silenzio regna sovrano tra i pentastellati.