Roberta Bruzzone indagata per stalking in concorso con un gruppo di suoi "fedelissimi". Le vittime sono Elisabetta Sionis, giudice onorario della Corte d'Appello di Cagliari, e sua figlia, la quale, all'inizio delle condotte, era minorenne.
Tanto che l'inchiesta, che ha fatto scattare il codice rosso, è stata portata avanti nel massimo riserbo per quasi tre anni dal sostituto procuratore cagliaritano Gilberto Ganassi. Le indagini si sono concluse a dicembre con il deposito del 415bis, ma ora che il fascicolo è stato trasferito a Roma, in quanto la Sionis è stata nominata giudice, emergono le vicende che coinvolgono Bruzzone e delineerebbero una sorta di modus operandi, messo in atto da profili fake sui social, creati per demolire la credibilità dei "nemici" coinvolti nei maggiori casi di cronaca e influire mediaticamente sulle inchieste. I particolari dell'indagine sono contenuti, oltre che nelle numerose pagine di atti, in un hard disk da 2 terabyte arrivato in questi giorni alla Procura capitolina e in cui, da indiscrezioni, ci sarebbero anche elementi su Garlasco e su Paganelli. Gli inquirenti hanno ricostruito i presunti atti persecutori con un'inchiesta complessa, che per individuare la vera identità del fake più violento si è avvalsa della collaborazione delle autorità tedesche, dell'Aire e di PayPal. Con Bruzzone rispondono in concorso il biologo Giovanni Langella, a capo del canale YouTube Crimedoors, l'amica Monica Demma e il troll Santanico, identificato in Marzia Mosca, una palermitana domiciliata in Germania. Gli indagati avrebbero messo nel mirino la Sionis già dal 2017, quando una sua consulenza aveva fatto riaprire l'indagine sulla morte di Manuel Piredda, portando l'attenzione su Valentina Pitzalis, la moglie sopravvissuta nell'incendio del 17 aprile 2011. Per la Sionis e il suo team, Piredda sarebbe stato ucciso, tanto che il fascicolo per omicidio è attualmente riaperto. Per questo, secondo l'ipotesi investigativa, la giudice sarebbe perseguitata dagli indagati, come dimostrerebbero le chat emerse dai cellulari sequestrati, che poi si concretizzavano negli attacchi sui social che scatenavano i commenti degli utenti. Nelle carte, il magistrato riporta una serie di whatsapp tra la Bruzzone e gli indagati, dai quali emerge non solo la gestione dei troll, ma l'organizzazione della difesa contro le denunce e inconsueti passaggi di documenti giudiziari e d'identità. "Santanico mi chiede la mail della barcone... chi mi aiuta?", si legge il 27 agosto 2023.
"Per tutta risposta Bruzzone Roberta invia nel gruppo un file jpg raffigurante i documenti d'identità di Emanuela Falcone fronte retro (verosimilmente in uso possesso in quanto frequentatrice del suoi corsi)" scrive il pm. Il gruppo avrebbe inoltre creato un video applicando il viso della Sionis e una voce che dice cose volgari. E condiviso in chat perfino un filmato della minorenne con frasi oscene. "Vai a farti sentire... e ti dirò di più, mettimi come persona informata sui fatti, io vengo e la sventro", diceva Bruzzone a Langella in un vocale il 24 marzo 2023. In altre chat private sono inserite pure l'avvocato Serena Gasperini e Monica Collu, amministratrice del gruppo Fb "Il caso Garlasco". E nelle conversazioni la polizia postale avrebbe trovato il legame operativo tra Santanico e il gruppo della Bruzzone, come dimostra, tra le altre cose, la frase della Demma che dice di aver "detto a Marzia... di fare una cosa". Il 19 settembre 2023 la Demma pubblica uno screen di un post su Facebook di Maria Angioni, con cui la pm del caso Pipitone ringraziava la Sionis per una call sul processo minorile. "Ussignur che rotto... mostruosa", commenta Bruzzone. "Tesori miei, ti credo che questa è marcia di invidia... guarda il marciume interiore come cazzo ormai si vede anche fuori. È in putrefazione da viva questa", dice in un vocale. E subito dopo pubblica sul suo Facebook: "Monica Demma però tu non puoi inviare foto della bestia immonda senza prima avvisarmi". In chat arriva Lucio Lipari, all'epoca imputato per stalking: "È ingrassata di brutto e ha la faccia arrotondata e bucherellata". E la Demma: "Bevazza". Langella: "Marcia dall'interno". Bruzzone: "Questa un malaccio se lo merita tutto".
La Gasperini, sotto processo a Roma con la criminologa e il marito poliziotto per diffamazione aggravata e continuata: "Eh vedrete quando nel processo a suo carico mi sentiranno come teste di Roberta... Altro che gonfiore da psicofarmaci... di eroina si deve fare". Le chat rivelano anche la rabbia per l'indagine della Procura.
In un vocale del 17 settembre 2023, è Santanico-Mosca a pronunciare la frase eversiva: "Non dovete dimenticare che è riuscita a fare indagare quel ragazzo... a questo Ugo sono arrivati 4 o 5 415bis, ragà questa è una procura che andrebbe... dovrebbe prendere fuoco". Ora si attendono ulteriori risvolti dai 2 terabyte di materiale informatico.