L’Inter infine ce l’ha fatta.
Può ringraziare La Penna, le cose stanno cosi. Occuparsi degli arbitri è ormai una battaglia persa o inutile, dovunque si esibiscano riescono a rovinare gioco e risultato.
Quello che si era visto a Como è stato ribadito a San Siro, Marchetti non ha capito nulla in novanta minuti ma peggio di lui ha saputo fare La Penna premiato da Rocchi e dal potere che è passato dalla Juventus che fu, all’Inter che è, perché l’ammonizione di Kalulu, con espulsione relativa, non c’entra nulla con il calcio, l’arbitro ha creduto alla sceneggiata di Bastoni che ha preso il peggio dei comportamenti di un vero professionista, lamenti, proteste, impunità, Chivu, più intelligente di La Penna, nell’intervallo ha tolto il difensore dal campo e così, dopo, l’altro ammonito Barella. Stadi fatto che la Juventus, giocando nettamente meglio della capolista, si è ritrovata in dieci per tutto il secondo tempo e ha pagato il conto, come da copione scritto. Il sabato ha scoperto i fili nervosi del Como, battuto dalla Fiorentina non soltanto nel risultato ma nel comportamento, Marchetti, l’arbitro, avrebbe dovuto espellere tre o quattro uomini di Fabregas, partita continuamente interrotta ma è il nostro campionato, il miracolo Como si risveglia al settimo posto, sorpassato dall’Atalanta che ha sconfitto la Lazio nell’Olimpico deserto, Lotito insiste, resiste, persiste, la squadra fa quello che può, dopo soli tre minuti di gioco Sarri era già chino a scrivere sul suo taccuino, una dei misteri buffi del football e del tecnico.