Leggi il settimanale

Biscotto doveva essere e biscotto è stato, Iran eliminato dal Mondiale nonostante il messaggio anti-combine

Pareggio con polemiche tra Austria e Algeria, nonostante il rocambolesco 3-3. Gli iraniani auspicavano "fair play"

Biscotto doveva essere e biscotto è stato, Iran eliminato dal Mondiale nonostante il messaggio anti-combine
00:00 00:00

Come accade, purtroppo spesso, nelle ultime partite dei gironi di qualificazione delle più importanti competizioni calcistiche, il rischio di "biscotto" è dietro l'angolo e può trasformare la speranza di accedere alla fase a eliminazione diretta in una cocente delusione nel giro di appena 90 minuti.

Il timore della nazionale di calcio iraniana era proprio quello di rimanere vittima del più classico dei biscotti in occasione del match che avrebbe visto di fronte Austria e Algeria, entrambe a quota 3 punti alle spalle della capolista Argentina e potenzialmente a rischio eliminazione nel caso in cui una delle due avesse prevalso sull'altra. Cosa invece in cui sperava l'Iran, fermo a 3 punti in classifica nel Gruppo G per effetto dei tre pareggi conseguiti nel girone: l'obiettivo era quello di rientrare, quindi, tra le 8 migliori terze per poter accedere alla fase successiva, ma serviva la collaborazione e il fair play delle due contendenti del Gruppo J.

Gli iraniani sono riusciti ad accarezzare questo sogno per tre minuti, quando al 93esimo Mahrez ha portato avanti l'Algeria per 3-2. L'Austria, con questo risultato, sarebbe eliminata, ma al minuto 96 arriva la beffa per gli iraniani: il neo entrato Kalajdzic riesce a riequilibrare la partita in extremis con un gol di testa, siglato, a onor del vero, anche grazie alla collaborazione di una difesa non certo impeccabile da parte dei rivali. Palla in rete e Iran eliminato, con buona pace della richiesta di fair play fatta dopo il pareggio per 1-1 con l'Egitto.

Quel risultato infausto aveva fatto venire gli incubi agli iraniani, consci della grande occasione gettata alle ortiche, così come del fatto che il prosieguo nel Mondiale sarebbe stato non più una conseguenza delle loro prestazioni sul terreno di gioco bensì dell'onestà sportiva di Austria e Algeria. I calciatori mediorientali avevano affidato alla lavagnetta negli spogliatoi dello stadio di Seattle le loro speranze e riflessioni

"Veniamo dall'Iran… Da una terra che, per migliaia di anni, ha anteposto l'onore alla vittoria. Per noi, il calcio non è solo una competizione per risultati, è una prova di carattere", si legge nel testo. "Forse i punti si possono conquistare in molti modi, ma il rispetto no. Forse una squadra può avanzare da un girone, ma solo attraverso l'equità e l'onore si può stare dritti di fronte alla storia", prosegue il messaggio, con un chiaro riferimento al rischio-biscotto, "il fair play non è solo una regola del calcio, è l'anima del gioco".

Purtroppo per l'Iran l'invito non è stato raccolto, e il 3-3 finale tra Austria e Algeria mette fine all'esperienza travagliata ai Mondiali 2026. "Grazie a tutti gli iraniani... che hanno dato i loro cuori, le loro voci e il loro intero essere per l'Iran. Iran, sempre in piedi con orgoglio", si legge in conclusione nel testo.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica