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Il Brasile di Ancelotti piega 2-1 il Giappone nel recupero: la fatica dopo il primo tempo

La rete degli asiatici corona un primo tempo orribile per la Seleçao ma l’ingresso di Endrick cambia il volto della partita. Quando i supplementari sembrano inevitabili, ecco il gol decisivo di Martinelli

Il Brasile di Ancelotti piega 2-1 il Giappone nel recupero: la fatica dopo il primo tempo

Il verdetto è quello che quasi tutti si aspettavano ma con una sofferenza del tutto inaspettata per una squadra dal blasone del Brasile. I cinque volte campioni del mondo hanno sofferto l’organizzazione e la tenacia del Giappone che, una volta passato in vantaggio nel primo tempo, sembrava in grado di portare a casa una vittoria da leggenda. L’intervallo serve a Carlo Ancelotti per operare i cambi decisivi che cambiano il volto della partita: il nuovo entrato Endrick semina lo scompiglio nella difesa nipponica, agevolando il pareggio di testa di Casemiro.

Il Brasile colpisce un palo ma non sfonda, consentendo agli asiatici di resistere. Proprio quando i supplementari sembravano inevitabili, i verdeoro approfittano di un raro errore della difesa. Palla persa male da Tanaka, imbucata di Guimaraes per il nuovo entrato Martinelli che cerca il palo lontano: il portiere del Parma Suzuki la tocca ma non abbastanza per evitare il 2-1. Giappone che esce a testa altissima e Brasile che vince senza convincere: per battere la vincente di Costa d’Avorio-Norvegia servirà un netto salto di qualità.

Gol Giappone, Brasile stordito

Folla delle grandi occasioni all’Nrg Stadium di Houston per uno dei sedicesimi di finale più affascinanti di questo mondiale che mette di fronte una grande del calcio mondiale come il Brasile e l’ambizioso Giappone, cresciuto tantissimo negli ultimi anni. A partire meglio è la Seleçao di Carlo Ancelotti, che testa la tenuta della solitamente attenta difesa nipponica ma sono i Samurai Blue a provare a colpire in contropiede grazie alla velocità di Maeda. Trovare spazi nel folto blocco basso nipponico non è semplice per nessuno, il che spiega perché la mediana verdeoro provi a lanciare in velocità per vie centrali Vinicius Junior. Come visto contro l’Olanda, l’undici di Moriyasu non ha problemi a lasciare il pallino del gioco ai rivali, cercando di sfruttare ogni errore per lanciarsi in ripartenza. Il Brasile è molto più efficace quando prova le verticalizzazioni sull’asse Paquetà-Cunha ma il portiere del Parma Suzuki è sempre attento. Il Giappone approfitta di un fallaccio di Casemiro per provare ad impegnare Alisson da posizione interessante ma il tiro di Kamada è rivedibile. Dopo qualche minuto nei quali gli asiatici sembravano più intraprendenti, torna a far girare il pallone il Brasile, cercando con insistenza gli scatti di Vinicius Junior ma senza particolare fortuna.

Il cooling break serve ad entrambi i tecnici per mettere a posto le rispettive squadre ma a partire con il piede giusto è il Giappone: sugli sviluppi di un calcio d’angolo stacca molto bene Ueda ma il colpo di testa dell’avanti del Feyenoord finisce sopra la traversa. Un paio di minuti dopo, passaggio sconsiderato dell’ex Juventus Danilo che apre un’autostrada al difensore Sano che avanza fino al limite e lascia partire una botta mentre stava cadendo sulla quale Alisson non riesce ad arrivare. Vantaggio Giappone e gelo che cala sullo stadio di Houston, dove i tifosi della Seleçao sono in netta maggioranza. Lo choc non riesce a svegliare un Brasile che, almeno finora, si è mosso in maniera fin troppo compassata ed a ritmi non certo trascendentali. Il tiro da fuori area di Vinicius al 35’ è potente ma troppo centrale per ingannare Suzuki, che para senza problemi. Molto macchinosa la manovra della Seleçao, che non sembra in grado di trovare il bandolo della matassa della folta difesa nipponica: i verdeoro insistono a cercare soluzioni centrali ma gli avanti si muovono poco e male senza palla, chiudendo ogni varco. Nel finale del primo tempo il Giappone alza il baricentro ma senza riuscire a convertire il possesso palla in occasioni da gol.

Martinelli la decide in extremis

Dopo un primo tempo decisamente sottotono, Carlo Ancelotti decide di cambiare qualcosa sulla mediana: fuori l’acciaccato ed opaco Paquetà, dentro il giovane talento Endrick, che il tecnico italiano conosce molto bene. Nonostante il piglio dei verdeoro sembri quello giusto, il Giappone è sempre pericoloso in contropiede: per fermare la fuga di Maeda, Danilo è costretto ad un fallaccio che Mariani punisce con un giallo. La vivacità e la creatività di Endrick, che in prestito a Lione sembra essersi ritrovato, è subito determinante: è proprio lui a cercare Vinicius in area ma l’avanti del Real viene anticipato dall’uscita di Suzuki. L’occasione più grossa per il Brasile arriva al 52’, quando Guimaraes si avventa su un cross perfetto di Danilo, trovando però la respinta a due mani del portiere del Parma. Due minuti dopo, il Brasile sfiora il pareggio: bel cross in mezzo di Rayan, allungato da Vinicius sulla testa di Casemiro che colpisce a botta sicura, trovando, però, la faccia dell’ex Bologna Tomiyasu. Alla fine, però, la Seleçao trova la rete dell’1-1 quando sull’ennesimo cross di Douglas Santos, Casemiro la mette dove Suzuki non può arrivare.

Il Brasile fiuta il sangue nell’acqua e sfiora il vantaggio: tunnel di Vinicius su Tomiyasu, finta e controfinta fino al tiro secco che il portiere nipponico devia sul palo. Il Giappone prova a colpire in ripartenza come al 64’, quando Ueda si fa largo sulla destra ed impegna dal limite Alisson. Un paio di minuti dopo arrivano i cambi: Ancelotti richiama Matheus Cunha per dare una mezz’ora a Martinelli mentre Moriyasu cambia entrambi gli esterni difensivi, in crisi in questo secondo tempo. Il secondo cooling break della partita serve al tecnico giapponese per serrare i ranghi ma questo sedicesimo di finale rimane ancora aperto ad ogni risultato. A spingere forte è sempre il Brasile, che cerca con insistenza il gioco aereo, forse il tallone d’Achille degli asiatici: il colpo di testa di Rayan, però, viene deviato in angolo da un difensore. Il Giappone prova a pressare gli avversari per sfuggire al prevedibile assedio nell’ultimo quarto d’ora ma gli asiatici hanno più problemi rispetto al primo tempo ad uscire dalla propria metà campo. I verdeoro provano a chiudere in avanti ma gli attacchi sembrano poco lucidi e quasi estemporanei: staffetta obbligata tra l’infortunato Casemiro e l’ex Liverpool Fabinho. Proprio quando i supplementari sembrano inevitabili, ecco l’errore che condanna il Giappone: Tanaka perde un pallone sanguinoso, imbucata di Bruno Guimaraes per Martinelli, Suzuki la tocca ma non riesce ad evitare il 2-1.

Il tabellino

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinhos, Gabriel, Douglas Santos; Casemiro (90+2’ Fabinho), Bruno Guimaraes (90+6’ Danilo Santos); Rayan, Paquetá (46’ Endrick), Vinicius Junior; Matheus Cunha (65’ Martinelli). Ct: Carlo Ancelotti
GIAPPONE (3-4-2-1): Suzuki; Tomiyasu, Taniguchi, H. Ito; Doan (65’ Sugawara), Sano, Kamada (78’ Tanaka), Nakamura (78’ J. Suzuki); J. Ito (78’ Machino), Maeda (90+6’ Ogawa); Ueda.

Ct: Hayime Moriyasu
Marcatori: 29’ Sano (G), 56’ Casemiro (B), 90+5’ Martinelli (B)
Ammoniti: 11’ Sano (G), 14’ Casemiro (B), 45’ Kamada (G), 48’ Danilo (B), 83’ Suzuki (G)
Espulsi: -
Arbitro: Maurizio Mariani (Italia)

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