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Calcio

Dal grande caos rispunta Mancini. È il colpo di coda di Malagò

Torna in pole la prima scelta del n°1 Figc. Ma Conte resta in corsa. Oggi atteso l’annuncio. Albertini e Ranieri tra i papabili a nuovo dt

L'Inter pensa in grande e Mancini sogna due esterni d'attacco
Roberto Mancini

Alla fine di un lunedì azzurro da dimenticare, Giovanni Malagò si è ritrovato dinanzi a un bivio: da una parte provare a ricucire lo strappo traumatico con la coppia Maldini-Leonardo, dall’altra tentare il triplo salto mortale. E prima di tirare dritto per la sua strada lasciando a Maldini e Leonardo la responsabilità di dimettersi, ha discusso di un terzo nome, a sorpresa. Quello di Thiago Motta. Avesse deciso lui e lui soltanto, sarebbe stata scontata la designazione di Roberto Mancini. Al quale, a suo tempo, la panchina azzurra era già stata promessa. La candidatura, in alternativa, di Conte portato in dono da Chiellini, è stato l’ultimo suggerimento da parte della serie A di far passare l’idea iniziale sposata da Marotta. Ma sono spuntati gli ostacoli: trattare con Antonio oltre che con l’indisponibilità di Chiellini, consigliere federale in quota Juve, a lasciare il club bianconero. A quel punto Malagò si è fatto scivolare sul tavolo della discussione quel nome avanzato da Leonardo nei giorni precedenti. Eccolo: Thiago Motta, 44 anni in agosto, nativo di Sao Bernando do Campo, San Paolo, Brasile, naturalizzato italiano, ancora a stipendio della Juve e rimasto fuori dal giro dopo l’esonero torinese di un anno fa. A Coverciano è stato di casa perché ha indossato, durante il biennio di Antonio Conte ct, la maglia azzurra della Nazionale. È stata la mossa dei due per scoprire la carta tenuta nascosta dallo stesso presidente federale che ha pure parlato all’incontro con la Lega di serie A di una seconda carta da giocare, e cioè Antonio Conte. Anche se una sua frase è stata «l’idea iniziale era un ct campione del mondo del 20006...».

L’annuncio ufficiale è previsto per oggi in occasione della riunione del consiglio federale a cui Malagò vuole concedere l’onore della esclusiva. Dinanzi al quesito diretto («può essere Thiago Motta il ct?»), all’uscita dalla riunione con i Dilettanti, l’ex presidente del Coni ha risposto così: «Non dico né sì né no». Insomma non ha confermato e nemmeno smentito in vista delle verifiche. Malagò sul punto è stato generico ma il suo indirizzo finale è sempre stato quello iniziale: e cioè Roberto Mancini, il primo della sua short list personale seguito da Antonio Conte. A questo punto le dimissioni di Maldini e Leonardo sono diventate ufficiali e comunicate direttamente via telefono allo stesso presidente federale cui toccherà il compito, designato il ct, di trovare un sostituto per il ruolo di dt. E su questa casella ci sono già alcuni nomi da cancellare. Il primo: Chiellini si è detto indisponibile a lasciare la Juve. Il secondo: Gigi Buffon, già consultato, ma in ritardo, per l’incarico di capo delegazione, ha già rinunciato avendo peraltro preparato un piano alternativo per i prossimi mesi. Chiusa una ricerca se ne riaprirà un’altra. E qui Malagò non deve bruciare le tappe perché può permettersi qualche riflessione in più. Non può sbagliare quest’altra scelta dopo il fallimento dell’operazione Maldini. Tra i federali circolano già i primi nomi: Albertini e Ranieri. FOrd

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