Calcio

Dieci cose da sapere sul caso Juventus

Il terremoto improvviso nella società bianconera allarma i tifosi juventini. Cosa è successo: dall'addio di Andrea Agnelli ai prossimi passi della giustizia sportiva e ordinaria

Dieci cose da sapere sul caso Juventus
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Il passo indietro di Andrea Agnelli ha segnato per la Juventus la fine dell'era più vincente della storia bianconera, costellata da 9 scudetti consecutivi, oltre a cinque coppe Italia e altrettante Supercoppe, senza dimenticare le due finali di Champions perse con Barcellona (2015) e Real Madrid (2017). Focalizziamo la questione su 10 punti fondamentali.

Cosa è successo?

Il presidente Andrea Agnelli e l'intero Cda della Juventus hanno rassegnato le dimissioni lunedì 28 novembre. Insieme al numero uno hanno lasciato il suo vice, Pavel Nedved, e l'ad Maurizio Arrivabene, invitato però a mantenere la carica pro tempore. Il Cda si era riunito in via straordinaria dopo aver riscritto il progetto di bilancio e il bilancio consolidato 2021-22, accogliendo i rilievi fatti dalla Consob e dalla Procura di Torino su plusvalenze fittizie e manovra stipendi.

Nel Cda, complice il rischio di responsabilità penali in seguito a reati commessi dagli amministratori, non è stata individuata una linea condivisa d'azione. Per questo, su proposta di Agnelli, tutti hanno rassegnato le dimissioni e il cda è decaduto. Proseguirà in regime di prorogatio fino all'assemblea dei soci del 18 gennaio quando ne sarà nominato uno nuovo, fatto da tecnici.

Cosa è l'inchiesta Prisma?

L'inchiesta "Prisma" partì nel mese di maggio del 2021 e poggia le sue basi sull'indagine della Covisoc che individuò 62 operazioni di mercato sospette, di cui 42 concluse proprio dalla Juventus. Finiscono sotto la lente d'ingrandimento le cosiddette "operazioni a specchio", ovvero quelle operazioni di mercato che prevedono contropartite tra società, poco movimento di denaro e, conseguentemente, effetti positivi sui bilanci dei due club implicati.

Successivamente, poi, l'inchiesta Prisma è stata ampliata alla questione stipendi per i calciatori juventini, già legati al club al tempo dell'avvento del Covid-19. In quel frangente, molti club, anche la Juve, hanno regolamentato diversamente dal solito il pagamento degli stipendi ai dipendenti (compresi i calciatori), visto l'importante sbalzo in negativo del flusso d'entrate delle società durante la pandemia.

Questione plusvalenze

Tra le 42 operazioni sospette, la principale riguarda lo scambio Pjanic-Arthur con il Barcellona: il bosniaco fu valutato 60 milioni, il brasiliano 72. L’elenco è lungo e comprende anche l’affare Cancelo-Danilo con il Manchester City, la vendita del portiere Audero alla Samp più una lunga serie di acquisto e cessioni di giovani. Come Nicolò Rovella, acquistato dai bianconeri per 18 milioni dal Genoa mentre la società ligure si assicurava Manolo Portanova (per 10 milioni) ed Elia Petrelli (per 8). Come Franco Tongya e Marley Aké, che Juve e Marsiglia hanno scambiato per 8 milioni. Come Pablo Moreno, ceduto al City per 10 milioni e Felix Andrade che ha fatto il percorso inverso dal City alla Juve per 10,508 milioni. In tutto 282,1 milioni. una cifra notevole su cui sono in corso gli accertamenti.

Questione stipendi

Inoltre, un ulteriore intervento, finalizzato ad alterare i risultati di bilancio è stato individuato nello spostamento degli stipendi. Sussisterebbero elementi concreti per ritenere che gli stipendi a cui i giocatori hanno rinunciato siano corrispondenti a una mensilità e non quattro: le restanti mensilità sarebbero state differite. In seguito a perquisizioni sono state trovate delle scritture private contenenti l’impegno incondizionato della società a restituire quanto pattuito anche in caso di trasferimento del calciatore, al contrario di quanto risultava nei contratti depositati in Lega. Rientra in quegli accordi anche la Carta Ronaldo, una scrittura privata, che prevedeva un accordo secondo il quale il club bianconero avrebbe dovuto versare al portoghese 19,9 milioni di euro anche in caso di addio. Questa somma di denaro, secondo il pool di magistrati di Torino, non sarebbe stata regolarmente contabilizzata a bilancio.

Quali sono i reati contestati?

Secondo gli inquirenti si configurano, principalmente, due reati: false comunicazioni sociali, ovvero falso in bilancio, e false comunicazioni rivolte al mercato, trattandosi di società quotata. Dunque si profila l’accusa di ostacolo all’autorità di controllo, la Consob. Nel dettaglio, secondo la Procura di Torino, questi sono i valori diversi che - secondo il consulente - sarebbero dovuti essere a bilancio, se non ci fossero stati gli interventi sotto esame:

  • 2018 - perdita di esercizio di quasi 40 milioni anziché 85 e un patrimonio netto positivo (31,2 mln) anziché negativo (-13,3)
  • 2019 - perdita di 89,6 milioni anziché 239,2 e patrimonio netto positivo a 239,2 anziché 47,5
  • 2020 - perdita di 209,5 anziché 222 e patrimonio netto positivo a 28,8 anziché negativo pari a 175,7

Può finire fuori dalle coppe europee?

Sì, qualora l'organo di amministrazione della giustizia di Nyon (il Cfcb) ravvisi gravi violazioni rispetto ai principi del fair play finanziario. La Juve, come altri club italiani, ha già raggiunto un'intesa con la Uefa sulla base dei bilanci poi contestati dalla Procura di Torino. A questo proposito non è casuale l'attacco di Tebas, numero uno della Liga spagnola, che chiama in causa proprio Ceferin sulle presunte irregolarità bianconere. Potrebbe essere una mossa per indurre la Juve, ora con una nuova dirigenza, a uscire dalla Superlega.

Cosa farà Andrea Agnelli?

È uscito dalla Juventus, ma non totalmente dal mondo del calcio. Lo ha ammesso lui stesso nella lettera con cui lunedì ha salutato i tifosi bianconeri. "Continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore" ha scritto. Facile immagine a cosa si riferisca: nel caso difficile ma non impossibile che la Corte di Giustizia Europea dovesse accertare il monopolio dell'Uefa e consentire la nascita della Superlega, Agnelli sogna di guidare il nuovo campionato dei top club. In sostanza diventerebbe quello che è Ceferin per la Uefa e Infantino per la Fifa.

I prossimi passi della giustizia sportiva

Il procuratore della Figc, Giuseppe Chiné, ha aperto un nuovo fascicolo sulla manovra stipendi, la mossa con cui il club ha comunicato alla Borsa un taglio degli emolumenti di 90 milioni. In realtà il risparmio, secondo l'accusa, sarebbe stato limitato a soli 22 milioni. La Juve è già stata assolta dal primo e dal secondo grado della giustizia sportiva per l'inchiesta sulle plusvalenze, ma ora che la Procura Federale è entrata in possesso del faldone con gli atti relativi alla chiusura delle indagini dell'inchiesta Prisma, Chiné potrebbe chiedere la revisione in giudicato del processo. Difficile che ciò accada, complice lo sbarramento giudiziario del ne bis in idem, principio giuridico, che non consente di processare due volte un soggetto per lo stesso reato. a meno che non emergano fatti nuovi.

Cosa rischia adesso?

Nel codice di giustizia sportiva l'articolo di riferimento è il 31 che riguarda le violazioni in materia gestionale ed economica. Le sanzioni vanno dalla multa all’inibizione dei dirigenti, fino ai punti di penalizzazione. Solo se venisse provata la falsificazione dei documenti contabili al fine di ottenere l’iscrizione al campionato la pena massima sarebbe l’esclusione dal torneo o la retrocessione. Ma anche recependo i rilievi fatti dalla Procura e dalla Consob sui conti della società non si configura uno scenario del genere, anche grazie ai 700 milioni di euro di aumento di capitale negli ultimi tre anni.

Come si difende il club bianconero?

Per quanto riguarda la questione plusvalenze fittizie, la Juve ha sottolineato in più occasioni che "due sentenze della giustizia sportiva hanno già riconosciuto la piena regolarità contabile da parte della società". Sulla manovra stipendi, invece, la società ha deciso di contabilizzarli in maniera diversa, recependo gli appunti mossi dai magistrati che indagano sui conti bianconeri. In un nuovo processo sportivo la Juve si difenderebbe come nel precedente riguardo alle plusvalenze, sostenendo la congruità dei propri comportamenti anche relativamente alla vicenda stipendi. Per la giustizia ordinaria bisognerà attendere almeno l'esercizio dell'azione penale e le richieste di rinvio a giudizio. In quel caso la partita sarà molto più lunga e complessa.

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