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Calcio

Dipendenti licenziati per... Arteta

Il calcio di oggi è una meraviglia, predica sacrifici collettivi, purché i soldi finiscano nelle tasche giuste

Arteta
Arteta

All’Arsenal l’austerità in stile loden, alla professor Monti, ha un curioso senso dell’umorismo. Sessanta dipendenti verso il licenziamento per risparmiare 7 milioni di sterline ma nel frattempo Arteta rinnova a 20 l’anno. Evidentemente il bilancio si risana cominciando dai lavoratori, mai dai big. Il calcio di oggi è una meraviglia, predica sacrifici collettivi, purché i soldi finiscano nelle tasche giuste.

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L’NBA prepara lo sbarco in Europa e l’Eurolega scopre di valere una fortuna. Si annunciano investimenti miliardari, nuove franchigie e una guerra senza precedenti per il controllo del basket. Gli americani portano dollari, gli europei difendono il territorio. Nessuno però sembra preoccuparsi della pallacanestro. Del resto, per fare canestro basta un pallone, per fare affari serve molto altro.

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Lo scrive uno più allegriano di Allegri: ora si capisce perché Conte abbia rinunciato a otto cucuzze pur di andarsene. Il Napoli sembra un centro di riabilitazione, infermeria piena, ritmi da fisioterapia, cinque sconfitte in nove partite. Max predica calma, ma a furia di aspettare la guarigione, si perde il campionato. E la pazienza di De Laurentiis, si sa, non è la sua dote migliore.

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