Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 05:47
In evidenzaAggiornato alle ore 05:47
Calcio

E la politica si scatena. Da Abodi ai 5 Stelle

Quando l’ex giocatore di Milan e Juventus è fuori dalla corsa per diventare ct della nazionale per i suoi rapporti con la Russia, la politica si divide

Alta tensione in maggioranza anche sulle intercettazioni

Andrea Abodi, ministro allo Sport, è il più telegrafico ma forse il più pungente, anche virtù di vecchie ruggini con il presidente della Figc, Giovanni Malagò: «La rinuncia di Pirlo? È una notizia che si commenta da sola. Adesso c’è da recuperare una brutta figura». Quando l’ex giocatore di Milan e Juventus è fuori dalla corsa per diventare ct della nazionale per i suoi rapporti con la Russia, la politica si divide. Sembra di assistere a un dibattito parlamentare attorno all’invio di armi a Kiev. Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo di rito riformista, festeggia e afferma: «È una scelta giusta e doverosa. L’Italia sta con Kiev e non con Putin». I Cinquestelle, va da sé, sono dalla parte opposta. Riccardo Ricciardi, capogruppo del M5S a Montecitorio, non ci sta e difende il “maestro” Pirlo: «Siamo il paese in cui una persona non può fare il Commissario Tecnico della Nazionale, se ha un contratto con una società russa ma in cui un ex lobbista delle armi può fare il ministro della difesa».

Insomma, la politica si surriscalda anche sulla nazionale di calcio. E se Filippo Sensi, senatore del Pd, fa notare che «sulla questione Pirlo fateci caso: i primi galli a cantare e a dolersi per la sfumata indicazione a commissario tecnico, guarda caso, sono tutti esponenti politici molto sensibili alla Russia».

Dall’altra storce il naso Carolina Morace, europarlamentare del M5S: «La vicenda Pirlo è surreale. Dov’è la coerenza?».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.