Quella col Sassuolo non è solo la peggiore sconfitta subita dal Milan del nuovo corso Allegri, come dallo stesso tecnico dichiarato nel post gara, ma la conferma di un momento terribile che ha portato i rossoneri dall’essere la più diretta concorrente dell’Inter nella lotta allo scudetto fino a scivolare in classifica verso il basso col rischio di veder rientrare Roma e Como nella lotta per la Champions League.
Il nervosismo dei tifosi è palpabile,e lo è stato anche ieri dopo la conclusione del match al Mapei Stadium, quando ai fischi e alle contestazioni da parte degli ultras ha fatto seguito la decisione di Mike Maignan che, in qualità di capitano del Milan, ha invitato i suoi compagni a non recarsi sotto la curva occupata dagli ultras e a rientrare negli spogliatoi. Evitare il confronto non impedisce di avere davanti agli occhi una situazione disastrosa, con un Milan incapace di vincere e di segnare, protagonista di un girone di ritorno imbarazzante.
Basti pensare che nel girone di andata (su 19 giornate e 57 punti a disposizione), la squadra, seconda in classifica, aveva ottenuto 42 punti, frutto di 12 vittorie, 6 pareggi e 1 sola sconfitta, mentre ora, a 3 giornate dalla fine del campionato e con un posto in Champions ancora in bilico, su 16 incontri il bottino è di soli 25 punti, frutto di 7 vittorie, 4 pareggi e ben 5 sconfitte. Dal 18 febbraio (1-1 in casa col Como), in 11 partite i rossoneri hanno vinto solo 4 volte (Cremonese, Inter, Torino e Verona), per il resto 2 pareggi (per l'appunto con Como e Juventus), e ben 5 sconfitte (Parma, Lazio, Napoli, Udinese e Sassuolo): un totale di appena 8 gol fatti (1 solo nelle ultime 5) e 11 subiti. Tanto basta per mettere a rischio la qualificazione in Champions che sembrava quasi "in ghiaccio". Chiaro che con un rendimento del genere l'umore dei tifosi si sia alterato a tal punto da far piovere fischi e critiche sulle teste dei protagonisti, e in particolare su quella di Leao, additato come uno dei maggiori responsabili del flop.
Così tanto da spingere ieri alla fine della disfatta col Sassuolo Mike Maignan a impedire ai suoi di raggiungere il settore destinato ai tifosi della squadra ospite del Mapei Stadium e a raggiungere l’ingresso agli spogliatoi. La fuga dal confronto non ha fatto altro che esacerbare ancora di più gli animi tra i supporters rossoneri, che non hanno di certo apprezzato la ritirata e la mancata assunzione di responsabilità.
Le bordate di fischi, tuttavia,non sono sfuggite alle telecamere, anche se Matteo Gabbia ha cercato nel dopo partita di gettare acqua sul fuoco. “Siamo andati a salutare i tifosi che ci hanno sostenuto per tutta la sfida”, ha spiegato ai microfoni il difensore rossonero. “È normale che fossero arrabbiati: ci meritavamo i fischi che ci hanno rivolto ed è giusto che abbiano espresso la loro delusione.
Siamo delusi anche noi per quello che abbiamo dimostrato in campo, ma c’è poco da dire. Non vedo nulla di strano in quello che è successo. Maignan? Siamo andati a salutare la nostra gente, ci hanno fischiato, giustamente, e siamo andati via”, ha concluso.