Il Var fa male al Napoli così come la scorpacciata di vittorie, era accaduto a Bologna, si è ripetuto ieri, questa volta con l'aggravante di aver lasciato punti preziosi contro l'ultima in classifica. Salvata soltanto l'imbattibilità casalinga, uno dei vanti dell'anno appena concluso: quello nuovo inizia male, nella maniera più imprevedibile e anche irriconoscibile, alla luce della gran prestazione di Roma 72 ore prima. Troppo lenta, macchinosa e superficiale la squadra di Conte, che ha male approcciato la gara contro un avversario che nel primo tempo non ha lasciato metri e scampo con le marcature individuali a tutto campo, indovinando le ripartenze giuste, bene arroccata intorno alla linea dei cinque difensori, asfissiante nel pressing sui portatori di palla. L'azione del primo vantaggio punisce i tanti errori del Napoli in fase di palleggio, Niasse domina a destra, Frese completa il lavoro con il tacco sotto rete che sorprende Milinkovic. Buongiorno poi evidenzia la sua serata storta con un mani al limite della punibilità, discutibile, comunque è un rigore regalato che vale il raddoppio di Orban.
E che fa vacillare di brutto le certezze che gli azzurri avevano faticosamente ricostruito con quattro vittorie di fila, senza subìre reti: il Verona lo fa tornare fragile, nervoso e confuso. Un tantino meglio il secondo tempo, almeno a livello di intensità, McTominay di testa accende il Maradona, è una scintilla anche se i veneti non accusano il colpo, non arretrano il baricentro e sanno tenere a bada Hojlund, in serata decisamente negativa.
Il Var fa il resto, negando per due volte la rete del pareggio, ci vuole un terzo gol, quello del capitàno Di Lorenzo per impattare: meglio di un ko ma non il modo migliore per presentarsi alla sfida tricolore di domenica contro l'Inter.