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Alla Camera l'abbraccio estremista tra M5S, Carc, imam e centri sociali. E attaccano anche il Giornale

I 5 Stelle hanno deciso di far entrare nei palazzi istituzionali sigle, tra cui i Carc, che altro non fanno che contestare quotidianamente la democrazia

Alla Camera l'abbraccio estremista tra M5S, Carc, imam e centri sociali. E attaccano anche il Giornale
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Il Giornale aveva anticipato in esclusiva che giovedì si terrà presso la Camera dei Deputati un convegno piuttosto surreale, per usare un eufemismo: i 5 Stelle, infatti, hanno deciso di far entrare nei palazzi istituzionali sigle, tra cui i Carc, che altro non fanno che contestare quotidianamente la democrazia, prendendo di mira anche la più alta carica dello Stato come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ci saranno Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista, il noto gruppo di boicottaggio “Bds”, comitati contro guerra e riarmo, i portuali, sindacati di base (Usb, Cub, Sì Cobas). Poi, per non farsi mancare nulla, anche il predicatore islamico amico di Shahin, Brahim Baya, Ultima generazione e un centro sociale sulla black list del Viminale, lo Spin Time.

Ma sembra proprio che I i Carc si siano risentiti, e per questo hanno deciso di attaccare noi e il gruppo editoriale e alcuni settori di Fratelli d’Italia che hanno condannato la decisione dei 5 Stelle accusandoci di voler “nascondere con una cortina di idiozie il contenuto del convegno” e la “natura eversiva del governo Meloni” che “opera e agisce violando sistematicamente la Costituzione”. Il Giornale avrebbe scritto quell’articolo perché “il vero problema è il contenuto del convegno perché pone apertamente la questione della natura eversiva del governo Meloni”.

Questo ovviamente in una raffinatissima analisi politica il cui apice viene raggiunto con l’elogio del partito di Giuseppe Conte (avere l’appoggio dei Carc non è proprio un’ottima pubblicità, figuriamoci organizzare dei convegni con loro): “Sappiamo perfettamente che il M5S ha una natura diversa da tutti gli altri partiti borghesi. E per questo vogliamo sostenere e valorizzare tutte le componenti che questa natura impersonano. Queste componenti hanno l’opportunità di fare passi avanti, perché sappiamo anche che questa natura differente del M5S è stata sfigurata dall’abbraccio mortale con il Pd e dall’ambizione del campo largo che rischia di rendere le dichiarazioni di fuoco contro il governo Meloni parole senza traduzione pratica nella lotta politica in corso”.

In sunto, per loro i democratici sono altri: chi fa le liste di proscrizione degli agenti sionisti, chi va a braccetto con Mohammad Hannoun (in carcere con l’accusa di essere il vertice della cupola di Hamas in Italia), chi insulta la senatrice Liliana Segre o Mattarella, chi partecipa alle piazze violente in cui decine e decine di uomini e donne in divisa restano feriti. Che ci sia la sovversione logica non è certo una novità, anzi, è il mestiere più praticato del 21º secolo, la realtà quotidiana con cui ci dobbiamo tristemente confrontare.

Ma è ammissibile che un partito rappresentato in Parlamento si associ a queste sigle? Le deputate dei 5 Stelle Valentina Barzotti, Ida Carmina, il collega Dario Carotenuto, Carmen Di Lauro, Antonio Ferrara, Alessandra Maiorino, Marco Pellegrini e Ilaria Cucchi di Avs sposano simili

ideologie? E, tutto ciò, come si sposa con i proclami in cui si appellano al rispetto della figura di Sergio Mattarella? In che modo, invitando chi lo deride a giorni alterni, si sta tutelando la tua figura e il suo ruolo?

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