Una vigilia della sfida che vale la vetta trascorsa in silenzio. È ormai consuetudine per Gasperini e Conte non tenere la conferenza stampa dopo l’impegno europeo nella stessa settimana. In più il tecnico della Roma non siederà nemmeno in panchina per la squalifica a causa del rosso rimediato a Cremona domenica scorsa. E dal 2016-17 il «secondo» Gritti quando ha preso il suo posto in panchina (35 volte) ha vinto 23 gare, ovvero l’82 per cento.
Dire che Roma-Napoli sia una sfida-scudetto è un po’ prematuro. Di sicuro però può cambiare le traiettorie, i destini e gli umori di una stagione.
Prove di fuga per Gasp, che nei dieci precedenti con il collega del Napoli ha vinto solo la prima (l’8 ottobre 2010, Genoa-Arezzo di B) e l’ultima (il 3-0 del 3 novembre 2024 dell’Atalanta al Maradona) sfida in ordine cronologico. Prove di sorpasso per Conte campione in carica che ha lasciato la vetta del campionato un mese fa dopo essere stato a braccetto dei rivali per un paio di giornate. Di sicuro Roma e Napoli si avvicinano a questo scontro diretto con alcune certezze ritrovate: i giallorossi, miglior difesa insieme all’Arsenal dei Top 5 campionati europei, ora sta trovando anche la via della porta come recitano i sette gol - Coppa compresa - segnati nelle ultime tre sfide; i partenopei si sono messi le ali, nello specifico Lang e Neres, per uscire dal pantano in cui erano rimasti bloccati.
Dunque la partita da scudetto dell’Olimpico, nella quale è atteso l’ennesimo sold out dell’era Friedkin, dovrebbe vedere in campo per entrambe gli stessi protagonisti delle ultime giornate. Koné, uscito con una caviglia malconcia dal confronto europeo, dovrebbe recuperare mentre davanti Gasp avrà l’attacco leggero con Soulé e forse Cristante dietro il falso nove Dybala. Bocciato da Francesco Totti in questo ruolo. «Non ha le caratteristiche per farlo, non ha il fisico. Per me deve giocare un po’ esterno o mezza punta, io e lui siamo giocatori completamente diversi», così l’icona romanista, inventato da Spalletti centravanti, durante un’intervista a Dazn.
Il derby del Sud vivrà una vigilia ad alta tensione perla rivalità (eufemismo) tra tifoserie.
Dal 2014 il clima già teso è diventato caldissimo con la morte di Ciro Esposito, ma il divieto di trasferta non basta.