La partita col Verona è solo una parentesi nella lunga domenica di festa che l'Inter si regala per il 21° scudetto. Si gioca alle 15, ma già nel prepartita i giocatori saranno chiamati uno per volta all'interno di uno spettacolo, anche musicale, allestito per l'evento. Ovvio l'ennesimo esaurito stagionale. Il momento istituzionale sarà la consegna della coppa dopo la partita. Quindi, verso
le 18.30/19 il via del bus scoperto la sfilata cittadina del Double nerazzurro. Arrivo in piazza Duomo intorno alle 22, dopo una processione cui si stima possano assistere 300 mila persone. Ma poiché di festeggiare evidentemente non ci si stanca mai, a metà settimana il club organizzerà una passerella particolare e più ristretta anche sul prato della mitica Arena Civica, l'impianto nel cuore della città utilizzato stabilmente dai nerazzurri fino al 1946, dove l'Inter giocò per l'ultima volta nel 1958 (7-0 al Lione in Coppa delle Fiere).
La partita col Verona è l'occasione per il saluto anche di chi lascerà l'Inter a fine stagione, come Darmian, uno dei 5 ad avere vinto tutti i 3 recenti scudetti, Acerbi e Sommer (2 titoli a testa), tutti in scadenza e a cui certamente non sarà rinnovato il contratto. Poi c'è la corsa al gol
di Lautaro e Thuram, il primo per arrivare a 20 in campionato anche quest'anno (ora è a 17), il secondo per chiudere proprio alle spalle del compagno nella classifica dei cannonieri (ora è a 13, come Malen e Douvikas), e centrare anche il double da gemelli del gol. A proposito di gol: a Chivu (foto) ne mancano 5 superare quota 89 raggiunta da Conte e Inzaghi nelle stagioni degli ultimi 2 scudetti.
E fra Verona oggi e Bologna all'ultima giornata, il traguardo sembra raggiungibile. Nella domenica della festa, doveroso e sentito minuto di ricordo per il grande Evaristo Beccalossi. Meglio tardi che mai (ma l'Inter non c'entra).