I pregiudizi fisici non ci appartengono; e riteniamo che disprezzare qualcuno per il suo aspetto sia un atteggiamento vigliacco. Cerchiamo di non irridere nessuno per un difetto fisico, ma non vogliamo neppure che ci sia negato di criticare qualcuno a causa di quel difetto.
Ci pensavamo ieri quando abbiamo letto sul Corriere della sera l'articolo, molto lungo - absit iniuria - di Renato Brunetta dal titolo "Io e la violenza del body shaming" in cui il presidente del Cnel - non c'è nulla di più necessario di un ente inutile - racconta la propria esperienza personale in occasione della Giornata contro la denigrazione dell'aspetto fisico, il 16 maggio.
Beh. Siamo con lui in tutto e per tutto. Colpire il corpo delle persone è vile. Ricevere il colpo, umiliante. Lo capiamo - caro professor Brunetta - persino noi che, se La consideriamo una persona piccola, lo facciamo indipendentemente dalla statura.
La Sua testimonianza è dolorosa e utile.
Speriamo serva a smorzare l'aggressività verso di Lei; e faccia dimenticare anche quando Lei aggredì i No Vax, cui andavano spinti i tamponi "fino al cervello", i poliziotti "panzoni", i lavoratori "imboscati", le élite delle "merde", Aldo Busi "una signora", i registi "parassiti" e i sindacalisti (omissis). Dai, va bene così Professore. Tutto perdonato. Anche il Corriere della sera che ha richiamato in prima pagina il suo sfogo, in alto a sinistra, subito sopra l'editoriale "Il summit dei giganti".