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Calcio

Inter stesa. È un Europa da Tresoldi “milanista”

Tris della punta tifosa rossonera, non bastano la doppietta di Lautaro e il buon finale

TOPSHOT - Club Brugge's German forward #07 Nicolo Tresoldi celebrates scoring his team's second goal with teammates during the UEFA Champions League first round day 2 football match between Inter Milan and Club Brugge at San Siro stadium in Milan, on October 13, 2026 (Photo by Marco BERTORELLO / AFP)

Altro che sogno, qui c’è da stare svegli e guardare che succede. L’Inter prende una bambola dal Bruges, che il 3-4 finale nemmeno racconta. Decide Nicolò Tresoldi, 22 anni e 3 gol al debutto a San Siro. Fischiatissimo perché dichiarato tifoso del Milan, è conteso da Italia (dov’è nato) e Germania (dov’è cresciuto). Klopp pare favorito su Mancini, speriamo di sbagliarci, perché a occhio Nicolò è proprio bravo, anche più completo di Esposito, che ha un anno in meno di lui. Tresoldi, 3 gol e una traversa come mancia, condanna Chivu alla settima sconfitta nelle ultime 8 partite di Champions.

Un’unica consolazione per l’Inter: restano 6 partite e 18 punti, il G8 è lontanissimo quanto mai è stato, ma è dimostrato che si può fare strada in Europa anche passando dai playoff. Ci sarà tempo per parlarne. Ora c’è da capire perché l’Inter ha ripristinato le frontiere che Schengen ha abolito: esce dall’Italia e si smarrisce. Un segnale da decriptare rapidamente, perché già la prossima settimana a San Siro arriva lo Shakhtar, altro avversario per il quale ogni tabella prevederebbe 3 punti. Ma visto come va, meglio lasciare perdere le tabelle.

Il Bruges gioca un’enorme partita, ma come sempre i meriti di una squadra fanno scopa con le colpe dell’altra. I belgi non sono certo avversari di prima fascia, quella dove stanno i 4/5 top club, ma nemmeno di seconda, dove tutti pensiamo ci sia l’Inter. Stanno in terza, forse, se è una fascia allargata. Eppure, giocano a San Siro con sfrontatezza ed ardore, preoccupati di niente, contro l’Inter migliore possibile, almeno negli uomini schierati (titolari, tutti quelli dell’anno scorso). Nel finale, Chivu prova anche il tridente. Senza esito.

Al primo tempo più ordinato ma già a cento all’ora, si somma una ripresa tutta di cazzotti, dove quelli che fanno più male sono di Tresoldi e Vermant. Non serve la doppietta di Lautaro, prima il gol che poco prima dell’intervallo pareggia il rigore di apertura (netto, checché se ne dica), poi quello del 2-3 e nemmeno porta punti l’acuto finale di Bonny, nei minuti di recupero. Grande partita dell’ex amico Sommer, decisivo nel bene almeno quanto il suo ex vice Martinez è stato nel male.

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