Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 08:32
Calcio

Inter trasformata. Tris scaccia pensieri

I nerazzurri siglano il secondo successo in Europa piegando in Olanda il Feyenoord e senza dover rimontare. Punti e serenità ritrovata in vista del Como

epa13351330 (L-R) Piotr Zieli?ski of Inter Milan celebrates scoring the 0-3 goal with Carlos Augusto of Inter Milan and Hakan �alhano?lu of Inter Milan during the UEFA Champions League soccer match between Feyenoord and Inter Milan at Feyenoord Stadium De Kuip in Rotterdam, the Netherlands, 03 November 2026. EPA/PIETER STAM DE JONGE

Dopo il derby e tutto ciò che ha provocato, il viaggio a Rotterdam poteva essere una trappola. Brava l’Inter a disinnescarla subito, con Bisseck travestito da attaccante. Un tiro un gol e da lì tutto in discesa o quasi fino allo 0-3 finale, che dà una rinfrescata alla classifica di Champions, differenza reti compresa, ma soprattutto permette a Chivu di preparare in serenità la partita di domenica con il Como, l’ultima prima della sosta. Come già contro lo Shaktar, Inter molto più italiana di quanto non fatto con Real Madrid e Bruges, blocco basso quando necessario e mai 40 metri alle spalle della linea difensiva. Il gol in avvio, segnato anziché subito fa tutta la differenza del mondo.

Complicata ma non sofferta solo la mezzora che va dal primo al secondo gol, col Feyenoord che prova a sfruttare la spinta del suo pubblico e soprattutto quella dell’algerino Hadj Moussa, ala dal calcio un po’ presuntuoso, ma certo non semplice da marcare, con Zielisnki e Calhanoglu costretti a turno ad aiutare Dimarco. Suo non a caso l’unico pericolo per Martinez, oltre ovviamente a quelli che il portiere continua a causarsi giocando con i piedi, ma lì c’è da abituarsi, prendere o cambiare.

Bene Spence, finalmente. Non è Dumfries, ma non importa. Nemmeno Dumfries era Hakimi. L’inglese ha molta velocità e due piedi quasi uguali, dal destro nasce in contropiede il raddoppio di Esposito, al primo gol con l’Inter dopo la consacrazione in Nazionale (buon segno per Mancini, da lunedì si ricomincia). Meglio anche Dimarco, che avrebbe tanto bisogno di segnare, come per spezzare un incantesimo: l’anno scorso ogni tiro una magia, adesso nemmeno ci provasse con le mani. Sempre ottimo Carlo Augusto, stavolta vestito da Bastoni, squalificato. A basso regime Thuram, non basta la volontà quando il serbatoio è quasi vuoto. Così, il terzo gol lo segna Zielinski, da lontano e di sinistro. Il più bello di tutti.

Commenti