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Gli italiani ai Mondiali: tre ct ma non solo

Ancelotti, Montella e Cannavaro sono gli allenatori italiani protagonisti ai prossimi Mondiali. L’unico arbitro presente sarà Mariani. In totale sono 66 i calciatori di Serie A convocati

Gli italiani ai Mondiali: tre ct ma non solo

È tutto pronto per l’inizio dei Mondiali 2026. Anche stavolta purtroppo non ci sarà l’Italia, assente per la terza volta consecutiva, dopo l’eliminazione ai rigori contro la Bosnia. Di sicuro seguire le partite della Coppa del Mondo, senza poter tifare per gli Azzurri, regalerà meno emozioni e pathos. Per fortuna a rappresentare il nostro Paese ci saranno comunque tre ct: Carlo Ancelotti alla guida del Brasile, Vincenzo Montella sulla panchina della Turchia e Fabio Cannavaro da ct dell’Uzbekistan.

Carlo Ancelotti

Dopo decenni da protagonista sulle panchine di top club come Milan, Chelsea, Psg e Real Madrid, Carlo Ancelotti ha davanti a sé la sfida più difficile e affascinante della carriera: provare a vincere i Mondiali. In verità c’era già andato vicino ad Usa ‘94 quando da vice di Arrigo Sacchi, fu sconfitto proprio dal Brasile ai calci di rigore. Dopo 32 anni il tecnico di Reggiolo ha raccolto la sfida della Seleçao, reduce da tante delusioni ai Mondiali con l’ultima vittoria che risale ormai al lontano 2002. Una crisi non solo di risultati ma anche tecnica quella del Brasile, a cui non mancano i grandi calciatori ma i fasti di venti o trent'anni fa con i vari Romario, Ronaldo, Ronaldinho e Rivaldo sembrano davvero lontanissimi. In una situazione del genere Ancelotti sembra proprio il ct ideale: unico nel gestire lo spogliatoio e nel giocare le sfide da dentro o fuori. Insomma la Seleçao ha tutto per sorprendere e una volta passato il girone con Haiti, Marocco e Scozia, può davvero far paura a tutti. Insieme a lui anche altri italiani, come il figlio Davide Ancelotti e Francesco Mauri, i due vice allenatori, il preparatore atletico Mino Fulco e il capo match analyst Simone Montanaro.

Vincenzo Montella

Ha tutto per fare bene ai Mondiali anche Vincenzo Montella, che ha riportato la Turchia a giocare la Coppa del Mondo, dopo 24 anni. L’ultima volta la nazionale della Luna e Stelle arrivò addirittura terza in Corea del Sud e Giappone. Tanto merito va di sicuro dato all’Aeroplanino, bravo a rilanciarsi proprio in Turchia, prima con la Adana Demirspor e poi con la nazionale, dopo varie esperienze negative che ne avevano quasi compromesso la carriera. Ormai da anni la Turchia gioca un bel calcio e ha tanti giocatori tecnici, perfetti per mettere in pratica lo stile di gioco di Montella, basato sul possesso palla e il fraseggio corto. Tante le vecchie conoscenze della Serie A nella rosa turca, dal jolly Celik e al roccioso Demiral, al capitano Calhanoglu fino al talentuoso Yildiz. Brilla più di tutti la stella del Real Madrid, Arda Guler, che può esplodere definitivamente nel torneo mondiale. Il girone con Stati Uniti, Paraguay e Australia non sembra per niente proibitivo, considerando i valori dei singoli a disposizione di Montella. Di fatto la Turchia ha davvero la possibilità di ritrovarsi alla seconda fase e poi giocarsi le sue chances partita dopo partita. Insieme a Montella fanno parte dello staff anche il vice Daniele Russo, il preparatore atletico Pierpaolo Polino e il match analyst Massimo Crivellaro (oltre che il traduttore Gaetano Daniele Salierno).

Fabio Cannavaro

Nessuno meglio di Fabio Cannavaro sa come si vince la Coppa del Mondo. L’ex Pallone d’Oro, uno dei grandi eroi di Germania 2006 per giunta da capitano dell’Italia, siede dallo scorso ottobre sulla panchina dell’Uzbekistan, che per la prima volta nella sua storia partecipa ai Mondiali. Dopo anni da giramondo tra Cina, Arabia Saudita e Dinamo Zagabria e le brevi esperienze in Italia con Benevento e Udinese, dove comunque ottenne la salvezza, Cannavaro ha la grande occasione di mettersi in mostra nella vetrina mondiale. Una bella sfida per il tecnico napoletano, che ha il compito di valorizzare i giovani talenti di un calcio in crescita, come quello uzbeko. Le stelle della squadra sono l’attaccante ex Roma, Shomurodov e il difensore del Manchester City Khusanov. L'obiettivo sarà quello di ben figurare nel gruppo formato dal Portogallo oltre che dalla Colombia e dal Congo, anche se il rischio di diventare la Cenerentola del girone pare concreto. Una bella impresa che consentirebbe a Cannavaro di rientrare nel calcio che conta dalla porta principale. Oltre a lui, il fratello Paolo gli fa da vice insieme a Francesco Troise, con Antonio Chimenti come preparatore dei portieri ed Eugenio Albarella, come preparatore atletico. L'ultimo arrivato è il medico, Enrico Castellacci, storico medico dell’Italia, campione del Mondo nel 2006.

L'arbitro italiano

Sarà Maurizio Mariani, della sezione di Aprilia, l'unico arbitro italiano ai Mondiali. Nell'elenco reso noto dalla Fifa sono in totale quattro gli italiani "convocati" dal capo degli arbitri, Pierluigi Collina. Oltre a Mariani, come assistenti sono stati designati Daniele Bindoni e Alberto Tegoni. Uno anche il rappresentante italiano al Var, Marco Di Bello.

Preparatori atletici e non solo

Ai Mondiali saranno impegnati anche altri nostri connazionali, in virtù del loro status professionali. Così Gianni Vio, collaboratore tecnico degli Stati Uniti, mentre Antonio Gagliardi è vice allenatore dell'Iran. Guido Nanni e Paolo Rongoni, invece, fanno parte dello staff dell'Algeria: il primo come preparatore dei portieri, il secondo ha lavorato soprattutto con Rudi Garcia, specializzandosi come preparatore fitness (salute, tonificazione, perdita peso). A curare i muscoli di Haaland nella Norvegia ci pensa Mario Pafundi, ex ciclista passato al calcio. Andrea Lanfranco da un anno e mezzo è il fisioterapista della Svizzera allenata da Yakin, mentre Fabio Massimo Francioni è uno dei preparatori atletici del Qatar in qualità di sport scientist. Oltre ad Ancelotti con il Brasile, un altro italiano che potrebbe vincere il Mondiale (anzi rivincere perché lo ha già conquistato nel 2018) è Yuri Annecchiarico, fisioterapista della Francia, una delle grandi favorite alla vittoria finale.

La Serie A ai Mondiali

In totale sono 66 i giocatori delle varie nazionali presenti ai Mondiali che giocano nei club italiani. La squadra più rappresentata è il Milan, con ben dieci giocatori, seguita da Inter (7) e Juventus-Roma (6). Da Lautaro Martinez a Rafa Leao, da Yildiz a Malen, da McTominay a Nico Paz fino ai padroni di casa McKennie e Pulisic.

Senza dimenticare Marcus Thuram, Maignan e Rabiot; Lukaku, De Bruyne, De Winter e Saelemaekers. Poi Akanji e Jashari, Sucic e Modric, Bremer e Wesley. Insieme a tanti altri. Insomma, sarà un po’ come vedere la nostra vecchia cara Serie A.

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