Leggi il settimanale

L'indagine da rosso dell'ultrà Saviano

Il post di Saviano è molto lungo e articolato perché prende lo spunto dalla notte dei veleni di Inter-Juve per ritornare sulle indagini della procura della Repubblica di Milano

L'indagine da rosso dell'ultrà Saviano
00:00 00:00

Avvisate l'originale: c'è un altro Corona in circolazione sul web. Si è presentato ieri sera sotto le originali spoglie di un account Instagram accertato e le generalità di Roberto Saviano, napoletano, scrittore, giornalista e sceneggiatore - così parlò Wikipedia - autore di Gomorra (2006) «che lo ha portato alla notorietà», per sferrare un brutale attacco personale a Beppe Marotta, presidente dell'Inter, dirigente di lungo corso, considerato uno dei più influenti e tra i più ascoltati del variegato mondo calcistico italiano. Il post di Saviano è molto lungo e articolato perché prende lo spunto dalla notte dei veleni di Inter-Juve per ritornare sulle indagini della procura della Repubblica di Milano su alcuni esponenti della curva nerazzurra accusati di un omicidio e di infiltrazioni della ndrangheta. L'incipit è un bel pugno in faccia. Sotto la foto in primo piano di Marotta c'è infatti scolpita la seguente frase: «Finché quest'uomo avrà un ruolo nel calcio italiano, tutti avranno la sensazione che i campionati siano falsati». La sponda trovata è contenuta nelle parole all'arsenico pronunciate da Giorgio Chiellini ma riferite esclusivamente allo sfondone dell'arbitro La Penna. E infatti Saviano qui chiama in causa addirittura i trascorsi juventini del bersaglio interista. «La rabbia di Chiellini sembra la rabbia di chi sa come funzionano le cose con Marotta. Il campionato italiano oggi è falsato, e se pure l'Inter lo vincesse non varrebbe nulla». Di qui il sottile distinguo per evitare l'assedio delle tifoserie. Spiega Saviano sul punto: «Non è un attacco agli atleti, né ai tifosi. Sono loro le prime vittime di un sistema che non riesce mai a essere trasparente fino in fondo. Finché certe dinamiche resteranno intoccabili, i campionati non saranno mai davvero normali».

Per non puntare solo e soltanto su Inter-Juve, il nostro è tornato indietro anche all'episodio più recente, quello del petardo lanciato ed esploso contro Audero, portiere della Cremonese, e che fin qui ha avuto come effetto pratico una multa da 50mila euro al club e la decisione del ministero dell'Interno di vietare tre trasferte alla tifoseria nerazzurra (a eccezione del derby che si svolge nel comune di Milano e quindi non fuori regione). Saviano lo collega addirittura a una faida interna: «È l'ennesimo episodio che coinvolge l'Inter mentre la curva è ancora scossa dalle tensioni: l'episodio che ha riguardato Audero ne è probabilmente una conseguenza che il sistema calcio italiano ha fatto finta di non comprendere». Il passaggio sulle note indagini riferite alla curva interista è diventato a quel punto un assist per dare credito alla sua posizione citando un brano estratto dal lavoro dei magistrati milanesi: «Le indagini svolte hanno evidenziato che la società interista si trovava in una situazione di sudditanza nei confronti degli esponenti della curva nord, finendo, di fatto, per agevolarli, seppur obtorto collo».

Il finale è una sorta di excusatio non petita perché la pagina Instagram di Saviano si chiude con la foto del presidente del senato La Russa che solleva una maglia nerazzurra con la scritta «ti amo» e la chiosa che punta a centrare il secondo bersaglio: «Chi prova a raccontare queste dinamiche viene spesso sommerso da accuse di faziosità. Nel calcio italiano, le condizioni normali sembrano l'eccezione. E finché sarà così, ogni vittoria sarà accompagnata da un'ombra». Tranne, probabilmente, quelle del suo Napoli.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica