Tutte le volte che sembra esserci stata la parola fine alle ipotesi sul ripescaggio dell’Italia al posto dell’Iran ai Mondiali di calcio, ecco che si aprono nuovi scenari. Nelle ultime ore a tener banco sono le parole del presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, il quale chiede il rispetto di alcune regole ben precise che non mettano a repentaglio la partecipazione dell’Iran.
Quali sono le garanzie richieste
In un’intervista alla NbcNews, Taj spiega che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) non venga insultato dagli Stati Uniti se la Nazionale di calcio iraniana deciderà di partecipare ai Mondiali. La decisione nasce perché nei giorni scorsi una delegazione, di cui faceva parte anche Taj, è stata costretta a tornare indietro dal confine canadese a causa di quello che hanno definito “un trattamento irrispettoso da parte degli agenti dell'immigrazione”, mentre cercavano di partecipare al congresso Fifa di Vancouver.
Cos’è l’Irgc
Taj ha poi aggiunto che la decisione di tornare a casa era stata una loro scelta, ma il ministro dell'immigrazione canadese ha successivamente confermato al parlamento che il visto del presidente delle Forze Armate iraniane (Ffiri) era stato annullato mentre era in volo a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie.
Nel 2024, il Canada ha inserito l’Irgc, una forza militare d'élite il cui scopo è proteggere il potere clericale sciita in Iran, nella lista delle "entità terroristiche", cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso.
La risposta della Fifa
Su quest’argomento ha risposto con una lettera il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, esprimendo rammarico per il "disagio e la delusione" subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Ffiri a Zurigo, il 20 maggio, per un incontro sui preparativi per i Mondiali. Taj ha poi sottolineato che avrebbe chiesto rassicurazioni all'organo di governo in merito al trattamento riservato alla delegazione iraniana negli Stati Uniti.
"Abbiamo bisogno di una garanzia, per il nostro viaggio, che non abbiano il diritto di insultare i simboli del nostro sistema, in particolare il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche", ha aggiunto a margine di una manifestazione filo-governativa a Teheran. “È una questione a cui devono prestare seria attenzione. Se esiste una tale garanzia e la responsabilità viene chiaramente assunta, un incidente come quello accaduto in Canada non dovrà ripetersi”.
Il ruolo dell’Italia
E l’Italia? Ricordando che le speranze di ripescaggio sono scarsissime, rimaniamo “spettatori interessati”: qualora la situazione precipitasse e si aprissero scenari fino a questo momento non preventivabili, chissà cosa potrebbe accadere. Ricordiamo che spetta alla Fifa scegliere una nuova candidata e può farlo sulla base del regolamento che sottolinea il potere “discrezionale”.
In una recente intervista, anche il numero uno della Fifa Gianni Infantino ha spiegato che l’Iran parteciperà ai Mondiali perché il calcio unisce la gente.
“Non c’è nessuna federazione sospesa”, ha sottolineato, spegnendo sul nascere eventuali domande su possibili ripescaggi.Gli Stati Uniti, il Canada e il Messico ospiteranno congiuntamente i Mondiali di calcio dall'11 giugno al 19 luglio, con l'Iran impegnato in due partite della fase a gironi a Los Angeles e una a Seattle.