Si fa un gran parlare, in questi giorni, sulle ipotetiche ma molto remote possibilità che ha la Nazionale italiana di calcio possa essere la “ripescata di lusso” ai prossimi Mondiali in Canada, Stati Uniti e Messico qualora l’Iran decidesse di non partecipare per gli ovvi motivi internazionali. Se l’inviato speciale di Trump alla Casa Bianca, Paolo Zampolli, ha inoltrato una proposta ufficiale affinché gli azzurri possano far parte del Mondiale, di parere diametralmente opposto sono i tifosi italiani.
I sondaggi che bocciano l’Italia
Nel dettaglio, in primis ecco il sondaggio realizzato dall’Istituto Izi, azienda che si occupa di metodi, analisi e valutazioni economiche, che interpellato da Repubblica ha chiesto ai tifosi azzurri se fossero più contenti con la Nazionale ripescata dentro alla World Cup o meno. La risposta è stata una sentenza: il 70% degli intervistati si è detto contrario a questo “favore” nei confronti del calcio italiano che non ha centrato l’obiettivo della partecipazione nelle ultime tre edizioni dei Mondiali, un record negativo incredibile.
Di parere opposto, logicamente, il restante 30% che si è detto favorevole: è soprattutto la popolazione più giovane che “gufa” e spera che l’Iran possa ritirarsi e l’Italia, che gode di un’ottima caratura internazionale anche a livello di ranking Fifa (12esima), possa essere presa per i capelli e inserita nei gironi eliminatori regalando, possibilmente, qualche “notte magica” a una generazione che non ha ancora avuto la fortuna di assistere a un Mondiale di calcio.
“Il Mondiale andava conquistato sul campo”
Da qualche giorno, uno dei più importanti quotidiani sportivi nazionali, la Gazzetta dello Sport, ha aperto un sondaggio sul proprio sito web dove hanno risposto, fino a questo momento, quasi 27.500 appassionati di calcio. In questo caso la “sentenza” è ancora più netta e cruda degli intervistati dall’Istituto Izi: il 78,3% non vuole che all’Italia venga fatto questo favore perché “il Mondiale andava conquistato sul campo” mentre il 22,7% ha votato favorevolmente perché “sarebbe una grande occasione per il Paese”.
Nelle ultime ore, sull’argomento è intervenuto anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, il quale ha spiegato che, in
primo luogo, non è possibile e poi che non sarebbe opportuno. “Non so cosa venga prima, ci si qualifica sul campo”. Insomma, parole e chiare e nette per una vicenda che, in ogni caso, non ha ancora il suo punto definitivo.