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Calcio

Mancini gioca alle tre carte: Cisse, Tresoldi e Pio

Milanista più utile da esterno, Pio è la certezza attendendo la scelta di Nicolò

Italy’ head coach Roberto Mancini during the UEFA Nations League soccer match between France and Italy at the Stade de France in Saint-Denis, Paris, France - October 2, 2026. Sport - Soccer (Photo by Fabio Ferrari/LaPresse)

La meglio gioventù italiana gioca in attacco. Almeno per quanto visto nelle coppe europee in questa settimana, cominciata con la tripletta di Nicolò Tresoldi al Meazza contro l’Inter e proseguita con la tripletta di Alphadjo Cisse a Salisburgo: il primo in Champions vestendo la maglia del Bruges, il secondo in Europa League indossando il rossonero del Milan. Insieme a loro due, l’interista Pio Esposito: il quale contro i belgi non ha segnato, ma che vanta già un curriculum mica male ed è già stato apprezzato dal ct azzurro Mancini. Mettiamola così: se l’Italia del pallone vorrà rinascere dalle polveri delle tre mancate qualificazioni consecutive ai Mondiali, potrà affidarsi alle loro virtù balistiche. O meglio: di sicuro a quelle di Pio Esposito e Cisse, un po’ meno a quelle del 22enne Tresoldi. Il quale, dotato di doppio passaporto essendosi la sua famiglia trasferitasi in Germania quando lui aveva 13 anni, al momento è un punto fisso della nazionale tedesca U21: nel suo italiano perfetto, l’attaccante del Bruges ha già detto chiaramente che al momento l’obiettivo è quello di vincere la prossima estate l’Europeo di categoria con il Paese che lo ha cresciuto. Dopo di che, si vedrà: Mancini e Klopp aspettano, noi anche.

Dubbi invece su Pio e Cisse non ce ne sono: il primo già incoronato sia da Chivu che dallo stesso Mancini (7 reti in 13 presenze nella nazionale maggiore) e, complice il ko di Lautaro, avrà grande spazio nelle prossime settimane. Quanto al secondo (nato a Treviso da genitori originari della Guinea) è un punto fisso dell’Italia U21, potrebbe diventarlo in fretta anche del Milan e fare presto il suo esordio anche nell’Italia dei «grandi»: essendo un esterno offensivo utilizzabile anche da trequartista la sua eventuale convivenza con Pio non sarebbe nemmeno un problema. Mancini e gli appassionati italiani di calcio non vedono l’ora di avere problemi di abbondanza.

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