Se all’estero si sogna in grande (il Real Madrid è all’assalto del top player mondiale Rodri e il Manchester City programma di sostituirlo con Bouaddi), in Italia si fa mercato ad andamento lento. Lentissimo. Pochi affari e il mantra ormai ripetuto come una filastrocca da quasi tutti i club del prima si deve vendere e poi si compra.
Motivo per cui le trattative stentano a decollare. È il caso della Juve, rimasta impantanata finora dalle mancate partenze degli esuberi che le impediscono di alzare economicamente il tiro per arrivare alle prime scelte Dibu Martinez (Aston Villa, foto sotto) e Kolo Muani (PSG). E allora si valutano possibili piani B: per la porta sono stati proposti Milinkovic Savic (Napoli) e Kepa (Arsenal); mentre l’opzione Vicario (Tottenham) non convince.
Se la Signora è immobile, pure l’Inter stenta a piazzare i colpi promessi a Chivu (difensore centrale top, erede di Dumfries sulla fascia destra e mezzala). Le richieste del Tottenham per il terzino Spence vengono ritenute eccessive e pure la corsa al centrale Romero appare tutt’altro che semplice (lo vogliono le big spagnole).
Il Napoli se non farà almeno 15 uscite (ci sono 41 elementi in rosa), non acquisterà nuovi calciatori. Tradotto: serve calma per dirla all’Allegri. Paradossalmente l’unica big capace di piazzare innesti di spessore (Ramos e Gila costati oltre 100 milioni) è stato il Milan del tanto vituperato Cardinale, che ha chiuso pure i rinnovi di Modric (2027, foto sopra) e Camarda (2031). Adesso il Diavolo spera che Leao possa aprire alla Turchia (ci sono Fenerbahce e Galatasaray) per fare cassa e regalare ad Amorim almeno altri 3 rinforzi.
