In campo i problemi li hanno gli avversari visto che la Norvegia è assoluta protagonista, fino a questo momento, del Mondiale di calcio 2026 con il raggiungimento dei quarti di finale contro l’Inghilterra. Fuori dal campo, però, i problemi sono stati numerosi soprattutto negli ultimi giorni: prima un virus intestinale a mettere ko numerosi componenti tra calciatori e staff, poi ecco arrivare la sgradita sorpresa una volta arrivati a Miami, la città che ospiterà la sfida sabato 11 luglio.
Le criticità del primo hotel
Nella tarda serata di martedì, infatti, la Nazionale norvegese ha dovuto cambiare hotel in fretta e furia: da muffe a stanze sporche ma anche un cantiere edile nelle vicinanze che non consentiva il giusto riposo. “Si trattava di una serie di piccoli dettagli. Era più che altro una questione di contesto generale”, ha dichiarato il ct della Norvegia, Stale Solbakken, al quotidiano Nrk, spiegando il motivo della scelta di cambiare hotel.
Come anticipato, diverse delle stanze assegnate ai calciatori sarebbero state piene di fumo, ammuffite o mal pulite. ll direttore dell'hotel, Austin Barry, non ha confermato che la Colombia avesse già soggiornato nell'hotel durante i Mondiali e non ha nemmeno scelto di commentare altri aspetti relativi alla decisione della Norvegia di trasferirsi in un altro albergo.
Il trasferimento al Four Seasons
Infatti, secondo il quotidiano norvegese, già altre Nazionali avevano utilizzato lo stesso albergo avendo avuto, evidentemente, più fortuna o spirito d’adattamento. Non potendo fare diversamente, la Norvegia si è trasferita al Four Seasons di Miami, più lussuoso e costoso del primo i cui costi sono stati coperti interamente dalla Federazione norvegese visto che la Fifa aveva già versato 2.500 corone al giorno (circa 224 euro) per il primo hotel.
“Alla fine abbiamo cambiato hotel. C'erano degli aspetti del primo albergo che avremmo voluto fossero diversi.
Abbiamo deciso di cambiare perché ora siamo alla sesta settimana e resteremo qui per altri sette giorni - ha sottolineato il ct Solbakken - E la partita che giocheremo ora è la più importante che abbiamo mai disputato”. “Ecco perché abbiamo cambiato”, ha confermato Truls Dæhli, capo della delegazione norvegese ai Mondiali.