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Mondiali, i verdetti dei gironi: Messi stellare, Cr7 rimandato, disastro Uruguay

La fase a gironi del primo mondiale a 48 squadre è finita, emettendo i primi verdetti. Se Argentina, Olanda e Francia hanno confermato le aspettative, Spagna e Portogallo hanno finora deluso

Mondiali, i verdetti dei gironi: Messi stellare, Cr7 rimandato, disastro Uruguay

Il maxi mondiale a 48 squadre, con ben 12 gironi, ha finalmente concluso la lunga fase a gironi con le partite della notte che hanno completato il tabellone dei sedicesimi di finale. Dopo tre gare giocate per ogni nazionale, possiamo valutare come si sono presentate le favorite e quali potrebbero essere le sorprese nella fase ad eliminazione diretta. Se a prendersi le prime pagine è stato l’eterno Messi e la sua Argentina, non sono mancate le delusioni ed alcune squadre che ancora non hanno del tutto convinto.

Promosse Argentina, Francia e Olanda

Si sono sprecati i superlativi per Lionel Messi che, nonostante i quasi 39 anni, ha timbrato il cartellino per la settima partita consecutiva per gentile concessione dell’inguardabile portiere della Giordania, ma il capitano dell’Argentina ha sicuramente trascinato l’Albiceleste in un girone peraltro non impossibile. La favola del mondiale 2026 è sicuramente quella di Capo Verde, piccolo arcipelago al largo dell’Africa che è riuscito incredibilmente ad accedere ai sedicesimi grazie ai miracoli di Vozinha, portiere 40enne semi-professionista. Molti, però dimenticano come gli Squali Azzurri avessero eliminato il Camerun nel girone di qualificazione. Altrettanto convincente è stato l’impatto col mondiale della Francia stellare, trascinata dai gol di un Kylian Mbappé a caccia del primo titolo e da una rosa francamente imbarazzante in quanto a talento.

I Bleus, però, non hanno ancora affrontato una grande, visto che il big match con la Norvegia non è stato certo provante, considerato come il tecnico scandinavo abbia schierato le riserve. Due delle tre padrone di casa si sono confermate, con Stati Uniti e Messico apparsi in buona forma, trascinati dall’entusiasmo di un pubblico che, a questo punto, può permettersi di sognare in grande. Molto bene anche il girone dell’eterna seconda, quell’Olanda che ha finora compensato con una mediana e un attacco eccellente una difesa certo non trascendentale. Solo conferme anche dalla Colombia, nazionale estremamente tosta, che è riuscita a superare i dubbi della vigilia e finire davanti al Portogallo ma anche dal solito Giappone super-organizzato e davvero mai domo. Le sorprese in questo mondiale potrebbero arrivare anche da loro.

Rimandate Spagna e Portogallo

Se molti temevano che un mondiale così ampio rendesse la fase a gironi scontata, con l’attenzione concentrata sui pochi big match, queste settimane hanno confermato come il livello del calcio mondiale sia salito moltissimo negli ultimi anni. A riprova del fatto che le distanze tra le nazionali top ed il resto del mondo si sono ridotte tantissimo sono, infatti, arrivati gli storici pareggi della Spagna contro Capo Verde. Le Furie Rosse non hanno convinto del tutto, staccando il biglietto per i sedicesimi senza mai riuscire ad esprimere quel gioco che gli aveva consentito di vincere gli ultimi europei. Cosa dire, poi, del Brasile di Carlo Ancelotti, bloccato dall’ambizioso Marocco? Le vittorie sono arrivate ma in buona parte sono state un mezzo regalo di una Scozia sottotono e di una nazionale haitiana deludente. Il potenziale della Seleçao c’è, ma tutto è ancora possibile.

Due superpotenze come Inghilterra e Germania non hanno sicuramente brillato: i Tre Leoni hanno ritrovato i gol di Kane ma le scelte discutibili di Tuchel hanno deluso molti tifosi, come visto nella vittoria nel finale contro Panama. La nazionale di Nagelsmann è riuscita a sopravvivere al pesante passo falso contro l’Ecuador e strappare il primo posto nonostante la presenza di una ottima Costa d’Avorio. Il potenziale certo non manca ma per arrivare fino alla fine servirà un netto cambio di passo. Non del tutto convincenti nemmeno la Croazia, che si è ritrovata solo nell’ultima partita grazie all’eterno Modric e agli “italiani” Sucic e Vlasic o la Svizzera, apparsa meno solida rispetto alle ultime uscite internazionali. Molto sottotono, poi, una delle favorite della vigilia, il Portogallo di Cristiano Ronaldo, capitano intoccabile che, in diverse occasioni, è sembrato più un problema che un valore aggiunto. Considerato il numero di talenti a disposizione di Roberto Martinez, sottovalutare i lusitani sarebbe un errore ma ci sono parecchie cose da mettere a punto.

Bocciati Montella e Cannavaro

Se il Canada padrone di casa è riuscito a salvarsi in extremis, come la Bosnia che sta, però, crescendo partita dopo partita, altre nazionali molto quotate alla vigilia stanno già preparando le valigie per tornare a casa. Se ha fatto parecchio rumore l’implosione della Corea del Sud, che si è dissolta nel finale, venendo eliminata dopo la vittoria al debutto, la Scozia non è riuscita a regalare al Tartan Army prestazioni di livello soddisfacente. Se i tifosi scozzesi hanno affascinato l’America con il loro entusiasmo, assenti ingiustificate sono state alcune delle stelle più attese, a partire dal napoletano McTominay, decisamente sottotono. La vera sorpresa, però, è stato il pessimo mondiale di una delle potenze storiche del calcio, l’Uruguay del “mito” Marcelo Bielsa: nonostante la buona prova messa con la Spagna, la Celeste non è riuscita ad accedere ai sedicesimi per le papere dell’ex Lazio Muslera e voci di dissidi pesanti nello spogliatoio contro l’estremismo tattico del “loco”.

Ai tifosi italiani, poi, non avrà certo fatto piacere vedere il deludente cammino di due leggende del calcio tricolore come Fabio Cannavaro e Vincenzo Montella, eliminati malamente già nella fase a gironi. Nonostante l’Uzbekistan non sia certo una big del calcio mondiale, era riuscito a qualificarsi con l’Iran eliminando gli ambiziosi Emirati Arabi: affidarsi a Cannavaro per il mondiale non è stata una scommessa indovinata. Di tutt’altro tenore l’eliminazione della Turchia, che si è ritrovata troppo tardi dopo aver comunque espresso un bel gioco.

Le sconfitte con Australia e Paraguay sono arrivate entrambe dopo un dominio quasi imbarazzante ed un gran numero di tiri verso la porta: la vittoria contro gli Stati Uniti con la testa ai sedicesimi è una magra consolazione per un Montella che si aspettava un mondiale di tutt’altro tenore.

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