Invece dello scontro tra titani previsto da tutti, che metteva di fronte i super-talenti dell’attacco della Francia e l’ermetica difesa della Spagna, l’undici di Oscar de la Fuente si è confermato troppo forte per i transalpini. La prima semifinale del mondiale nordamericano diventa un assolo per i campioni d’Europa, apparsi durante tutta la gara nettamente superiori ad una Francia irriconoscibile rispetto a quella vista finora. Nonostante il grande potenziale offensivo dei transalpini, Unai Simon è stato chiamato raramente in causa grazie al lavoro eccellente della difesa iberica.
Le Furie Rosse passano al 22’ quando Digne non si accorge della presenza di Lamine Yamal alle sue spalle e lo colpisce cercando di rinviare un cross. Dagli undici metri Oyarzabal è perfetto ma, invece della reazione d’orgoglio della Francia, è la Spagna a sfiorare il raddoppio, che poi arriva nella ripresa grazie ad un uno-due perfetto tra Dani Olmo e Pedro Porro. La Francia non riesce ad approdare alla terza finale consecutiva e saluta il mondiale. A giocarsi il secondo mondiale contro la vincente tra Inghilterra ed Argentina sarà la Spagna campione d’Europa.
Errore Digne, Spagna avanti
All’AT&T Stadium di Dallas si affrontano due delle favorite per la vittoria finale. Sulla carta, la Francia di Deschamps sembra superiore ma i precedenti contro la Spagna di Del Bosque sono piuttosto negativi. La partenza delle Furie Rosse è molto aggressiva: Cucurella prova a trasformare il lancio di Laporte in un assist per Alex Baena ma esagera, facilitando l’uscita di Maignan. Se i campioni d’Europa provano ad accelerare le operazioni, la Francia sembra più interessata a tenere basso il ritmo della partita per colpire con verticalizzazioni fulminee. Lamine Yamal, che a questo mondiale non ha ancora brillato, prova a scattare in mezzo ma viene contrastato da Rabiot: sarà un duello che si ripeterà spesso in quella parte di campo. La Francia trova spazio sulle fasce, come successo al 6’ con Barcola ma l’undici di Deschamps non combina un granché con l’angolo conquistato. La fase di studio continua fino al quarto d’ora, con entrambe le squadre che non hanno voglia di accelerare il ritmo delle operazioni. Poco alla volta la Francia è quella che si avvicina di più alla porta di Unai Simon come al 13’, quando il passaggio di Mbappé per il taglio di Dembélé è un filino troppo lungo. Il giocatore del Psg prova a rendere il favore all’ex compagno di squadra un paio di minuti dopo ma il passaggio per Olise è poco fortunato. Il momento chiave della partita arriva al 19’, quando Digne non si accorge che Yamal era alle sue spalle e, nel respingere un cross lungo, colpisce l’avanti del Barça.
Zero dubbi per il signor Barton: fallo netto, calcio di rigore. Maignan battezza l’angolo giusto ma non riesce a deviare il tiro potente e angolato di Oyarzabal. Il cooling break serve a Deschamps per serrare i ranghi ed organizzare la reazione ma ecco un’altra doccia fredda: problema muscolare alla coscia sinistra per Saliba che lascia il posto a Lacroix. La Spagna torna a far girare la palla con calma olimpica, cercando lo spiraglio giusto per verticalizzare e continuando ad aggredire il portatore di palla. Unai Simon si inventa un lancio millimetrico per Alex Baena che evita l’uscita disperata di Maignan ma non indirizza il pallone in porta. La Francia si fa viva solo con le puntate di Barcola sulla fascia ma nessuno dei suoi tiri impensierisce il portiere. Al 38’ un lancio sbagliato di Maignan innesca un’azione spettacolare della Spagna, con una serie di passaggi rapidi di prima sventata dall’entrata di Upamecano su un Oyarzabal quasi libero. La Francia prova a scavalcare la mediana spagnola ma Mbappé finisce spesso e volentieri nella trappola del fuorigioco. Tutta un’altra storia al 42’, quando il lancio lungo per l’avanti del Real è perfetto ma viene sventato da un’uscita tanto coraggiosa quanto provvidenziale di Unai Simon. Il lungo recupero vede una Francia più propositiva ma che non è in grado di superare l’attenta difesa dell’undici di De la Fuente. Il primo tempo finisce con l’undici di Deschamps in netta crescita ma la Spagna ancora avanti di un gol.
2-0 Porro, Spagna in controllo
La Francia non aveva mai chiuso il primo tempo in svantaggio in questo mondiale e, nella storia della Coppa del Mondo, solo l’Argentina nel 1990 e la Croazia nel 2018 sono riuscite a ribaltare il risultato in una semifinale. Deschamps effettua un cambio nell’intervallo ma non è quello che molti si aspettano: fuori l’ammonito ma molto efficace Rabiot, spazio al romanista Koné. A controllare senza troppi problemi il ritmo della partita sembra, però, la Spagna, che resiste all’aggressione dei transalpini ma senza riuscire ad imbastire azioni offensive degne di questo nome. Al 51’ Lacroix è fortunato quando il lancio di Pedro Porro sulla destra trova Lamine Yamal in leggero fuorigioco. Un minuto dopo Oyarzabal riceve al limite ed ha tempo e spazio per girarsi e lasciar partire un tiro potente ma troppo alto. L’undici di Deschamps si sveglia attorno al 53’, creando un paio di interessanti occasioni con gli scatti di Barcola sulla sinistra, che viene però sostituito da Doué qualche minuto dopo. La Spagna, però, gioca con la calma dei forti e trova il raddoppio quando un uno-due un po’ fortuito con Dani Olmo sulla tre quarti spalanca un’autostrada a Pedro Porro, che rimane gelido e la mette sul primo palo, dove Maignan non riesce ad arrivare. La Spagna approfitta dello sbandamento della Francia, con un bel lancio per Lamine Yamal che si libera di due difensori e gonfia la rete: la gioia dell’avanti del Barça dura poco, visto che la bandierina del guardalinee si era alzata.
I Bleus ci mettono qualche minuto per ricomporsi ma ci vuole la tigna di Kylian Mbappé per suonare la carica: poco prima del secondo cooling break è l’avanti del Real a provare il gol della domenica, deviato sul fondo da Cucurella. La pausa per l’idratazione vede Deschamps operare altri due cambi: fuori Olise e Digne, spazio a Theo Hernandez e Cherki. De la Fuente aspetta qualche minuto prima di inserire Ferran Torres al posto di Oyarzabal, sperando di sfruttare la sua rapidità per affossare definitivamente la Francia. I transalpini ci provano con generosità ma non riescono ad impensierire la retroguardia delle Furie Rosse: al 78’ nuovo doppio cambio per la Spagna, con l’ingresso in campo di Pedri e del “salvatore della patria” Mikel Merino. Poco dopo nuovo pericolo per la porta di Maignan, con il colpo di testa di Ferran Torres che finisce alto non di molto. La Spagna continua ad avere in mano il pallino del gioco anche quando si entra negli ultimi dieci minuti di una partita che sembra essersi messa malissimo per i Bleus. Unai Simon è costretto ad uscire altissimo ma la sua deviazione di testa finisce sui piedi di Doué che ci mette troppo per tirare in porta, consentendo al portiere di rientrare in area e parare. Al 90’, con la Francia rovesciata in avanti, ci vuole l’entrata perfetta di Cucurella per impedire a Mbappé di riaprire la gara. Il recupero vede gli irridenti “olè” dei tifosi spagnoli, con le Furie Rosse che si accontentano di far correre il cronometro e staccare il biglietto per la finalissima.
Il tabellino
FRANCIA (4-2-3-1): Maignan; Koundé, Upamecano, Saliba (30’ Lacroix), Digne (71’ Theo Hernandez); Tchouameni, Rabiot (46’ Koné); Dembélé, Olise (71’ Cherki), Barcola (57’ Doué); Mbappé. Ct: Didier Deschamps
SPAGNA (4-2-3-1): Unai Simon; Porro (83’ Llorente), Cubarsi, Laporte, Cucurella; Rodri, Fabián Ruiz (78’ Pedri); Lamine Yamal, Dani Olmo (78’ Merino), Alex Baena (83’ Nico Williams); Oyarzabal (74’ Ferran Torres).
Marcatori: 22’ Oyarzabal (rig) (S), 58’ Porro (S)
Ammoniti: 9’ Rabiot (F), 31’ Cucurella (S), 86’ Mbappé (F)
Arbitro: Ivan Barton (El Salvador)
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