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"Non meritavamo il Mondiale ma l’Italia meritava un ct come Baldini"

Il campione del mondo ’82 Francesco (Ciccio) Graziani: "Silvio sa farsi ascoltare dai giovani e ha già costruito"

"Non meritavamo il Mondiale ma l’Italia meritava un ct come Baldini"
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I suoi primi ricordi mondiali sono del 1966, fra bufale nordcoreane (era un militare e non un dentista quel Pak Doo-ik che firmò la disfatta azzurra) e il gol fantasma che contribuì all'unico titolo della Nazionale inglese (in finale, contro la Germania). Sedici anni dopo, Francesco Graziani era uno degli azzurri che vinsero Spagna '82 ed entrarono fra gli immortali del nostro sport. Campioni per sempre.

Ciccio, stavolta chi vince?

«L'Europa. Penso alla Francia e alla Spagna, ma attenti all'Inghilterra. E la Norvegia sarà la squadra sorpresa».

E Graziani per chi tifa?

«Brasile, troppo facile. Carlo Ancelotti è un fratello per me. Vuole l'ultima impresa, l'ha già detto. Poi si farà da parte, se ci riesce, dico io. Tanto suo figlio Davide è già pronto a raccoglierne l'eredità».

Da opinionista Rai, come sarà il Mondiale senza l'Italia?

«Un po' meno appassionante, forse».

Perché per la terza volta di fila noi non ci saremo?

«Perché non ce lo siamo meritati, semplice. Adesso è ora di rifondare davvero, non solo a parole. Se sarà eletto Malagò, che è mio amico e che stimo, vedremo quel che potrà fare. Perché poi il problema è sempre quello: gli interessi del calcio italiano non sono gli stessi della Lega Serie A».

Le è piaciuta l'Italia di Baldini?

«Molto. E io a Silvio darei una chance. Non abbiamo bisogno di un allenatore, ma di un selezionatore, di uno che sappia parlare con i giocatori e lui ne sarebbe capace. Sa farsi ascoltare, ha esperienza e in pochi mesi con l'Under 21 ha costruito qualcosa di bello. Un tempo, dall'Under 21 arrivavano in Nazionale A anche i ct. Bearzot e poi Vicini e poi Cesare Maldini. Perché non Baldini oggi? Che bisogno c'è di richiamare Mancini? Dopo quel che ha fatto nel 2023, poi».

Nella giovane Italia di Baldini ha visto giocatori interessanti?

«Pio e Pisilli sono già due certezze, bravi i loro allenatori. Poi c'è Palestra. Ma anche Bartesaghi è già un titolare. Si tratta di dare fiducia un po' a tutti. Comuzzo, per dire, è uno che sembrava perso perché ha sbagliato due partite. Ma i giovani hanno diritto di sbagliare. Invece in Italia siamo comprensivi solo con i vecchi. Ekhator, Ahnor e Ndour il prossimo anno li vedremo affermarsi, ne sono sicuro».

Quale sarà la stella più luminosa del Mondiale?

«I soliti, non s'inventa nulla. Mbappé o qualche altro francese, Lamine Yamal, qualche tedesco. Piuttosto sono curioso di vedere come i ct gestiranno l'ultimo ballo di Messi e Ronaldo. Sono stati due fenomeni, ma il rischio è che diventino un freno per le loro squadre».

Giochiamo al veggente: torneremo a vincere prima una Champions League o una Coppa del Mondo?

«Penso che sia più facile la Champions. L'Inter può fare bene anche l'anno prossimo».

Juventus e Milan potranno insidiarla?

«Più facile il Napoli, che mi sembra già più vicino. Certo, la Juventus con Spalletti è più avanti del Milan, di cui al momento non si sa nulla».

L'ultima battuta sul suo Torino, a 50 anni dal vostro scudetto. L'ultimo in granata.

«Abate mi sembra un'ottima scelta come allenatore.

Spero che faccia di Casadei un titolare, per riparlare dei ragazzi italiani, che sono spesso sacrificati a favore di stranieri qualunque. Ho molta fiducia in Petrachi. Cairo gli ha dato un ampio mandato, speriamo che gli dia anche qualche soldino da spendere».

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