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Calcio

Non solo in A. Il Como frena pure in Europa. Diao si fa male

Quello che è meno accettabile è un Como che ultimamente è poco riconoscibile, tradito in parte da coloro che l’hanno reso tale

Como's Spanish defender #03 Alex Valle (L) and Como's English defender #99 Trevoh Chalobah (R) fight for the ball with Feyenoord's Dutch defender #26 Givairo Read during the UEFA Champions League football match between Feyenoord and Como at Feyenoord stadium De Kuip in Rotterdam, on October 14, 2026. (Photo by Bas Czerwinski / ANP / AFP) / Netherlands OUT

Se pensiamo al Como, pensiamo a un gioco propositivo, spigliato e coraggioso. Ecco, tutte caratteristiche che ieri sono mancate per lunghi tratti, con la squadra di Fabregas punita dal Feyenoord che ha vinto per 3 a 2. Un risultato che non deve confondere: gli olandesi giocano una gran partita e meritano la vittoria. Un brutto colpo per i lariani, che aggrava un periodo delicato, sia sul piano dei risultati che su quello dei numeri. Tra Serie A e Champions, solo due gol fatti e un solo punto guadagnato nelle ultime tre, a conferma che qualcosa si è inceppata. E a questo si aggiunge che la difesa concede troppo: a parte con la Roma, ha preso gol in ogni gara.

A dir il vero, la sconfitta ci può anche stare, perché, non dimentichiamolo, Fabregas e i suoi ragazzi hanno le loro attenuanti, su tutte il fatto che sono debuttanti in Champions, una competizione che, si sa, non ti concede nulla. Si sono poi trovati di fronte una squadra ben diversa da quella stritolata dal Barcellona: gli olandesi, primi in Eredivise, disputano una gara da applausi, trascinati da ottime individualità come Zechiël e Moussa, entrambi a segno. Un passo falso, dunque, che non deve aprire grosse crepe, perché perdere al de Kuip non è una catastrofe e, anzi, è probabile che a Rotterdam anche le future avversarie del Feyenoord non avranno vita facile (Inter avvisata).

Quello che è meno accettabile è un Como che ultimamente è poco riconoscibile, tradito in parte da coloro che l’hanno reso tale, su tutti Nico Paz, Baturina e Douvikas, comunque in rete. Fabregas deve ritrovare presto le loro giocate e i loro gol, considerando Kean che non è al meglio e Diao che, dopo aver segnato, è uscito ko. Per la prima volta da tanto tempo, Cesc è chiamato a dare una scossa. «Fa parte del nostro percorso di crescita - ha spiegato - La Champions è un regalo, ma dobbiamo continuare a testa bassa nel nostro percorso». E così, di colpo, la gara di domenica a Firenze diventa cruciale: chissà se rivedremo il Como propositivo, spigliato e coraggioso.

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