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Da Palestra a Pio Esposito: ecco i giovani da cui può ripartire la Nazionale

Senza Mondiali la Nazionale guarda al futuro e sposa la linea verde. Col nuovo ciclo saranno tanti i giovani a vestire la maglia azzurra. Vediamo chi sono

Marco Palestra
Marco Palestra
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Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2026, la terza consecutiva, l’Italia ripartirà da zero. La rivoluzione cominciata con le dimissioni dell’ex presidente Gabriele Gravina, non riguarderà infatti soltanto i vertici federali ma anche i calciatori che vestiranno la maglia azzurra. A prescindere da chi sarà il nuovo ct, dando per scontato l’addio di Gattuso, saranno ben pochi dell’attuale ciclo che faranno parte del nuovo corso. Il capitano Donnarumma, Calafiori, Tonali e Kean saranno i pilastri su cui costruire la nuova squadra. Per tutti gli altri si guarderà carta d’identità e motivazioni. Servirà dunque pescare tra i giovani: quelli che si stanno mettendo in mostra nel nostro campionato e quelli che invece giocano all’estero. Scopriamo chi sono.

Marco Palestra

Classe 2005, esterno destro. Della maledetta notte di Zenica è stato tra i pochissimi a salvarsi. In prestito al Cagliari dall’Atalanta, al primo anno da titolare in Serie A ha stupito tutti per forza atletica e capacità di corsa, imponendosi come uno dei migliori profili del campionato. Su di lui c’è già da tempo l’Inter, ma nelle ultime settimane si parla anche dell’interessamento di club di Premier League. Sarà uno dei punti fermi del nuovo corso.

Pio Esposito

Classe 2005, centravanti. Il rigore calciato alle stelle contro la Bosnia non intacca di sicuro quanto di buono ha fatto vedere in questa stagione. Si è già ritagliato un ruolo importante all’Inter, segnando gol decisivi e anche nelle prime apparizioni in maglia azzurra ha dimostrato di vedere la porta con tre gol in sette presenze. Gioca per la squadra, ha tanta umiltà e voglia di imparare. Potrebbe essere lui il centravanti del futuro della Nazionale.

Antonio Vergara

Classe 2003, centrocampista. Il talento del Napoli è stato protagonista di una splendida favola, passando dai margini della rosa a protagonista. Soltanto i tanti infortuni gli hanno permesso di trovare spazio in squadra e da quel momento Conte non l’ha più tolto. Ha talento, inventiva e dribbling. Un problema al plantare gli ha impedito di essere convocato contro la Bosnia e vedendo come è andata, di sicuro il suo apporto sarebbe servito.

Nicolò Pisilli

Classe 2004, centrocampista. Si tratta di uno dei prodotti migliori del vivaio della Roma negli ultimi anni. Per lui stravedono sia Mourinho sia De Rossi che l’hanno lanciato in pianta stabile con la prima squadra, e ora ha conquistato anche Gasperini. Mezzala di palleggio e qualità, ha fatto già faville con l’Under 21, segnando un gol da cineteca contro la Polonia. Per rinverdire il centrocampo, dargli la maglia azzurra sembra proprio la scelta giusta.

Giovanni Leoni

Classe 2006, centrale. Gli è bastata una mezza stagione da titolare in Serie A con la maglia del Parma per conquistare tutti e scatenare un’asta per il suo cartellino. Alla fine l’ha spuntata il Liverpool, che l’ha soffiato a Inter e Milan per 35 milioni. La rottura dei legamenti riportata al debutto con la maglia dei Reds, gli ha però fatto saltare l’intera stagione. Al rientro dall’infortunio un posto al centro della difesa sarà senz’altro suo.

Michael Kayode

Classe 2004, esterno. Un anno e mezzo alla Fiorentina per poi spiccare il volo in Premier League, con la maglia del Brentford. Spinta, fisicità e una spiccata peculiarità nel battere le rimesse laterali. Si è subito imposto come uno dei profili più interessanti anche Oltremanica al punto che i club italiani già si mangiano le mani. Pilastro dell’Under 21, grazie al suo rendimento, il passaggio alla Nazionale maggiore sembra una logica conseguenza.

Davide Bartesaghi

Classe 2005, difensore. Un vero e proprio predestinato, nel ruolo che è stato di Theo Hernandez e ancora prima di Paolo Maldini.

Partito dietro nelle gerarchie, si è subito conquistato un posto da titolare al posto di Estupinan. Stupisce la maturità con cui scende in campo, fa sempre la scelta giusta in entrambe le fasi ed ha anche un gran bel mancino. Destinato ad una lunghissima carriera in azzurro. Su questo non ci sono dubbi.

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