Leggi il settimanale

Il portiere eroe che ha eliminato la Germania senza stipendio da 6 mesi

Dopo che le sue parate hanno eliminato ai sedicesimi del mondiale la nazionale tedesca, Orlando Gill è su tutte le prime pagine. Il portiere del Paraguay, però, ha problemi economici con il suo club

Il portiere eroe che ha eliminato la Germania senza stipendio da 6 mesi

Ci sono partite che cambiano una carriera e una vita. La prova straordinaria di Orlando Daniel Gill Noldin, portiere della nazionale del Paraguay che è valsa ai Guaranì l’insperato accesso agli ottavi di finale del mondiale 2026 lo ha reso un eroe in patria. Il portiere del San Lorenzo, squadra per la quale tifava Papa Bergoglio, ha giocato una partita pazzesca, parando poi i rigori di Havertz e Woltermade che hanno condannato la Germania all’eliminazione. Se ad Asunciòn c’è chi lo ritiene l’erede dei portieri-eroi Villar e Chilavert, famoso portiere-goleador, la sua è una storia di coraggio e resilienza, con tanti problemi sia personali che professionali. Visti i seri problemi economici del club argentino col quale gioca, infatti, il portierone paraguayano non riceve lo stipendio da sei mesi.

Da riserva a miglior portiere del mondiale

Se la prestazione contro l’undici di Nagelsmann, dove le sue parate sono state determinanti per il passaggio dei sudamericani, è quella che ha reso Gill famoso, il suo mondiale è stato finora straordinario. Secondo il Power Ranking della Fifa, infatti, è stato lui il miglior portiere della fase a gironi con un impressionante 8,29, valutazione più alta di tanti numeri uno sicuramente più celebrati. Oltre alle 2 partite senza incassare reti, sono arrivate ben 17 parate ed un gran numero di interventi dentro e fuori dall’area, nonostante il debutto da dimenticare contro gli Stati Uniti ed i quattro palloni raccolti in fondo al sacco. La storia del gigante classe 2000, 1,98 metri di reattività e potenza, era iniziata nella cittadina di San Lorenzo, in Paraguay, dove aveva iniziato giocando da attaccante. La svolta arrivò quando un suo allenatore delle giovanili gli impose di trasformarsi in un portiere per evitare di essere allontanato dalla squadra. All’inizio fu un disastro, prendeva gol a grappoli ma la sua determinazione fu più forte, consentendogli di farsi strada e diventare un ottimo portiere.

Qualche anno fa arrivò la possibilità di trasferirsi al San Lorenzo de Almagro, grande club del campionato argentino ma non si trattò di un passaggio milionario: Gill approdò nel quartiere di Buenos Aires come riserva, con pochissime possibilità di giocare da titolare. Fu l’allenatore Miguel Angel Russo a dargli un’opportunità durante un’amichevole in Uruguay: Gill prese la palla al balzo e non mollò più la titolarità, diventando un idolo della tifoseria del Ciclòn. Sono state i sue nove clean sheets con la maglia rossoblu del San Lorenzo a convincere il ct del Paraguay ad affidarsi a lui nel mondiale nordamericano. Curiosamente, però, Gill non è mai stato un grande para-rigori: ad inizio carriera, infatti, non era riuscito a parare nessuno dei 17 rigori affrontati. Le cose cambiarono nel maggio 2025, quando riuscì a parare un rigore decisivo contro l’Argentinos Juniors, per poi ripetersi poche settimane fa nel big match contro il River Plate. Gill riuscì a parare i rigori di Galoppo e Paez ma non fu sufficiente ad evitare la sconfitta contro i Millionarios.

Tante parate, zero soldi

Prima dell’inizio del mondiale, il portiere paraguayano era valutato circa 6 milioni di euro ed era fermamente nel mirino del Boca Juniors ma anche del Valencia e di diverse squadre del campionato turco. Molti avevano ironizzato sulla differenza abissale degli stipendi dei portieri di Germania e Paraguay: se Manuel Neuer riceve dal Bayern Monaco qualcosa come 21 milioni di euro, Orlando Gill deve accontentarsi di soli 410.176 euro all’anno. A rendere ancora più precaria la situazione del portiere guaranì è il fatto che il club argentino è sommerso da una montagna di debiti. La gestione del glorioso club porteno è stata talmente disastrosa da accumulare ben 67 milioni di passivi e scatenare una battaglia legale infinita, con ben 96 procedimenti legali in corso. Alla fine della fiera, insomma, Gill e molti altri giocatori del San Lorenzo non ricevono lo stipendio pattuito da sei mesi. Il nuovo consiglio di amministrazione del club spera di risolvere la situazione prima dell’inizio del campionato di Clausura il prossimo 23 luglio ma Gill ha fatto buon viso a cattivo gioco.

D’altro canto, non è la prima volta che il portiere del Paraguay deve affrontare ristrettezze economiche molto serie. Quattro anni fa, quando era il numero uno del San Lorenzo del Paraguay, la sua famiglia andò incontro ad una gravissima crisi dopo la nascita del figlio Lautaro. I suoi problemi di salute richiesero terapie costose che la giovane famiglia non poteva davvero permettersi. Pur di sostenere la guarigione del figlio, Orlando fu costretto ad una serie di sacrifici importanti, rivelati dalla moglie Melissa in un post Instagram poco prima del debutto al mondiale. "Quando Lauti è nato, non avevamo niente e Orlando ha dovuto vendere tutto il suo materiale ricevuto dalle varie squadre in cui ha giocato per coprire le spese.

Nostro figlio ha lottato per la sua vita e suo padre è sempre stato lì! Ha venduto tutto: la maglia della nazionale Under 20, i vestiti, le scarpe da ginnastica. Ha letteralmente venduto TUTTO!!". Una storia che potrebbe avere un lieto fine, specialmente se Orlando saprà ripetere le sue parate clamorose anche nella sfida da brividi contro la vincente tra Francia e Svezia.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica