«Guardate che mancanza di rispetto e quanta arroganza da parte dell'Italia. Stavano festeggiando dopo che abbiamo vinto ai rigori. Ne terremo conto a Zenica». Messaggio chiaro e avviso di garanzia per gli azzurri in vista della trasferta in Bosnia-Erzegovina, la reazione arriva da Sarajevo ed è a commento dell'esultanza mostrata da Dimarco, Esposito, Vicario, Meret e Tonali, riuniti, nel dopo partita di Bergamo, e sorpresi, come tifosi bambini, dinanzi al televisore nel momento del rigore decisivo realizzato dal diciottenne Alajbegovic per la Bosnia sul Galles. La regia ha ripreso anche una precedente reazione di Tonali «per poco non segnava...» dopo un'occasione sprecata dal bosniaco Demirovic. Ci siamo fatti riconoscere, trattasi di una storica figura di m..., ribadendo un commento di Emilio Fede. Ma non è bastato questo. A completare la gaffe imbarazzante ha provveduto l'opinionista principe della Rai per la nazionale,
Daniele Adani, spiazzato per consorteria, dalla messa in onda di quelle immagini: «Ragazzi, avevate detto di non farli vedere, poi li inquadrate quando esultano, bisogna esultare martedì», ha detto con il cuore spezzato e con l'inedita e imprevista missione di minculpop. Ma qui Alessandro Antinelli, capo redattore di Rai Sport, è sceso in campo per chiudere il contenzioso sgradevole: «Lele, abbiamo fatto venti minuti di televisione immaginifica. Non è stato un brutto siparietto questo eh, devo dire che sono stati bravi». Il video è entrato in circuito immediato sui social, qualcuno ha pensato a una imboscata, fino a un minuto prima sembra che fosse stato garantito il black out sulla vicenda, ma ormai è fatta, un asterisco diventa titolo, la goliardata è virale, a questo punto l'infantile euforia del quintetto azzurro dovrà fare i conti con l'orchestra di Dzeko e compagni, nella trappola di Zenica, piccolo stadio da spettatori quindicimila.
È singolare che la spavalderia sia stata esibita da chi è stato spedito fuori dalle coppe europee da avversari non certamente irresistibili, direi a memoria, Bodo, Galatasaray, Psv. Ma tant'è, eliminati gli irlandesi del nord abbiamo ritrovato orgoglio e pregiudizio, siamo più forti di chiunque altro, almeno fino al fischio d'inizio, tale consapevolezza deriverebbe dai risultati esaltanti delle nostre squadre e, si sa, della stessa nazionale. C'è un precedente che potrebbe stimolare gli azzurri, nel 2009 la Bosnia perse lo spareggio per il mondiale proprio a Zenica contro il Portogallo.
L'anno dopo, l'Italia di Lippi si presentò in Sudafrica, fiera del quarto titolo vinto in Germania. Finimmo ultimi nel girone, dietro Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda. Cerchiamo di non esultare troppo, comunque a telecamere spente