Serie A, cosa c'è ancora in palio? Una montagna di soldi

Se la corsa scudetto sembra ormai una formalità, questa strana Serie A ha ancora parecchio da dire. A parte il prestigio e l'orgoglio delle grandi, in palio ci sono decine e decine di milioni, somme che potrebbero fare tutta la differenza del mondo

Serie A, cosa c'è ancora in palio? Una montagna di soldi

Se non fosse per il freddo che fa, a guardare quel che sta succedendo in Serie A sembrerebbe quasi di essere già a primavera inoltrata. Se è successo diverse volte che certe compagini mettessero serie di risultati tali da ammazzare il campionato con ampio anticipo, quello che sta circondando la storica cavalcata del Napoli di Spalletti è quasi senza precedenti. A parte il distacco già importante dalle inseguitrici e dai tanti passi falsi delle varie grandi, è l’aspetto psicologico a fare la differenza.

Un grande del calcio italiano, Ottavio Bianchi, parlando a Radio Anch’io Sport, coglie questo strano momento in maniera tanto succinta quanto mirabile. "Vedere il Napoli in questa situazione è inedito, un campionato così anomalo non c'è mai stato. Il Napoli non sta facendo bene ma benissimo in tutti i sensi: non c'è neanche una piccola ombra sulla conduzione dell'allenatore e della società. Come quando correva Merckx al Giro, gli altri giocano per il secondo posto". Il tecnico del primo storico scudetto all’ombra del Vesuvio tesse le lodi di un gruppo che non sbaglia un colpo: "È un bellissimo collettivo e ogni tanto qualcuno ci mette del suo. Nessuno è statico, è davvero un bel vedere".

Una rosa che potrebbe puntare davvero in alto, visto il momento no di tante grandi europee dopo il mondiale invernale, addirittura alla vittoria in Champions League, grazie al fatto di non aver avuto tanti giocatori in Qatar. Scongiuri e scaramanzia a parte, fermare la corsa del Napoli sembra quasi impossibile. Campionato finito? Pensiamo già alla prossima stagione? La cosa può far ridere ma in giro la sensazione è proprio questa. Magari è il caso di ricordare che non di soli scudetti vive il calcio e che il resto di questa strana stagione ha ancora moltissimo da dire. Cosa ancora più importante in questi chiari di luna, in palio ci sono ancora tantissimi soldi, abbastanza da rendere appassionanti anche gli altri obiettivi “minori”.

Sorteggio Champions League

Posti Champions? Valgono una fortuna

Quello che per le grandi del Nord è quasi il minimo sindacale, l’accesso alla fase a gironi della Champions League, è un obiettivo che può far fare il salto di qualità a qualsiasi società. Chiedetevi se l’Atalanta sarebbe mai stata in grado di attirare investitori così munifici se non avesse avuto la vetrina della competizione più importante. Se tutti sono ben consci dell’importanza di staccare il biglietto per l’Europa, basta dare un’occhiata ai premi in palio per rendersi conto di quanto sia giustificata l’ossessione verso la coppa dalle grandi orecchie. Prestigio a parte, andare avanti in Champions può rendere una stagione estremamente remunerativa, ben oltre ai 15,64 milioni di Euro garantiti a chi approdi alla fase a gironi. Se vincere la coppa vale oltre 85 milioni più i 3,5 garantiti solo dal partecipare alla Supercoppa Europea, è semplice accumulare incassi da capogiro.

Qualche tempo fa fu pubblicata da un sito specializzato una stima di quanto avesse incassato la Juventus solo dalla partecipazione alla Champions e dalla vendita dei biglietti dal 2012 al 2021, una cifra da far impallidire il rosso in bilancio della Vecchia Signora: 790 milioni di Euro. Anche le recenti eliminazioni con Porto e Villarreal avevano fruttato alla società torinese 40 milioni in premi, 30 milioni dal fondo di compensazione legato al coefficiente nonché una bella fetta dei diritti televisivi pagati da Mediaset per trasmettere la competizione. Le varie riforme della Uefa hanno reso estremamente complicato stabilire esattamente quanti soldi verranno incassati dalle varie squadre, ma quando si sta parlando di quasi 3 milioni per una singola vittoria, non ci vuole molto a capire quanto la posta in palio sia tale da far perdere il sonno ai dirigenti impegnati nella corsa al quarto posto. Specialmente per chi ha un discreto coefficiente Uefa, calcolato sui risultati degli ultimi 10 anni, non qualificarsi può essere una botta micidiale, tale da sconquassare la rosa di qualsiasi squadra. A parte la perdita dei premi e della fetta di diritti televisivi, non accedere alla Champions costa parecchio anche in termini di sponsor, che di solito mettono clausole nei contratti in caso di mancata qualifica.

Europa League

Europa League, solo un ripiego?

Cosa dire di coloro che si ritrovano fuori dalla cuccagna della Champions? Ci sono sempre le competizioni “minori”, eredi di quelle Coppa Uefa e Coppa delle Coppe che, fino a non moltissimi anni fa, riuscivano a salvare la stagione di tante grandi in difficoltà. Sebbene sia quasi ignorata alle nostre latitudini, chi scommette spesso e volentieri sull’Europa League, come ad esempio il Siviglia, ha incassato abbastanza da rimanere competitivo nonostante un appeal enormemente inferiore alle superpotenze. Magari è il caso di rivalutare questa coppa? A giudicare dai soldi in palio in questa edizione, potrebbe aver senso puntare forte su questo obiettivo. Se la parte del leone dei 2732 milioni di Euro destinati dalla Uefa alle varie competizioni per club va necessariamente alla Champions, la competizione cadetta non è affatto disprezzabile.

Per la stagione 2022/23, i club impegnati nell’Europa League si divideranno 465 milioni di Euro, divisi tra i quattro pilastri previsti dalla Uefa. Il 25% andrà in premi partita, il 30% in pagamenti relativi ai risultati, 15% legati al coefficiente Uefa e il 30% legato al “market pool”, che favorisce i mercati che pagano di più per i diritti televisivi. Quindi, quanto può valere un posto in Europa League? Non abbastanza da consentire spese pazze sul mercato ma decisamente una boccata d’ossigeno non indifferente. Si parte dai 3,4 milioni per chi acceda alla fase a gironi ai 630000 Euro per ogni vittoria, fino al milione e 100000 Euro per chi vinca il girone.

Da lì in avanti, i premi salgono parecchio: 1,2 milioni per gli ottavi, 1,8 per i quarti, 2,8 per la semifinale e un minimo di 4,6 per chi approdi alla finale di Budapest. Il premio più goloso va a chi alzerà la coppa Uefa al cielo: a parte gli 8,6 milioni di premio arriverà anche l’accesso da testa di serie alla fase a gironi della prossima Champions, cosa che, ad esempio, ha valso ad una squadra non blasonata come l’Eintracht Francoforte il prossimo ottavo di finale con il Napoli. Aggiungi poi una buona fetta dei 139 milioni di Euro provenienti dai diritti televisivi e lo snobismo di tante italiane diventa sempre meno giustificabile: chi va avanti in questa competizione “minore” può incassare fino a 20 milioni di Euro.

Se la Juventus dovesse vincere l’Europa League, potrebbe portare a casa qualcosa come 45 milioni di Euro oltre al pagamento per la partecipazione alla prossima Champions. Non sarà certo un obiettivo semplice ma il premio è di quelli importanti.

fiorentina sampdoria

Il benedetto "paracadute"

Guardando più in basso alla classifica, anche la corsa per evitare di scivolare nella cadetteria potrebbe animarsi molto di qui fino alla fine del campionato. A meno di sconvolgimenti dell’ultimo minuto, la rincorsa alla salvezza di Cremonese e Sampdoria sembra piuttosto complicata, anche se nelle ultime giornate qualcosa si sta muovendo su entrambi i fronti. Le distanze tra le altre che potrebbero farle compagnia in Serie B sono talmente risicate da non poter escludere nulla, nemmeno che, incredibilmente, la stessa Juventus possa ritrovarsi coinvolta. Se le cose, però, dovessero andare male, cosa aspetta alle malcapitate? Un futuro di incassi minimi e pochi spiccioli di diritti televisivi? Le cose, più o meno stanno così, mitigate però dal famoso “paracadute”, il contributo straordinario che la Serie A, come altri campionati maggiori, garantisce a chi viene retrocesso per agevolare il ritorno nella massima divisione.

Non si sa esattamente quanto sia la cifra prevista per questa stagione ma l’anno scorso, secondo quanto riportato dal sito Calcio & Finanza, le tre retrocesse si sono divise 60 milioni di Euro. Se non verranno modificati i criteri, anche quest’anno la cifra varierà da squadra a squadra: la Cremonese, ad esempio, incasserebbe 10 milioni di Euro visto che sarebbe una fascia A, una neopromossa tornata in B dopo appena una stagione. Chi dovesse andargli a fare compagnia, ovvero al momento Sampdoria e Hellas Verona, incasserebbero decisamente di più, visto che appartengono alla fascia C, retrocesse che lasciano la Serie A dopo avervi militato per tre stagioni anche non consecutive nelle ultime quattro. 25 milioni di Euro sembrano tanti, ma se fai il paragone con la differenza abissale in termini di diritti televisivi con la Serie B, anche il “paracadute” non può evitare dissesti clamorosi.

Non siamo ancora ai livelli inglesi, dove sprofondare nella Championship può diventare una condanna a decenni di purgatorio, come successe ad esempio al Nottingham Forest due volte campione d’Europa, ma poco ci manca.

Insomma, se la corsa scudetto sembra quantomai delineata, questa Serie A ha ancora tantissimo da dire. Ai tifosi le questioni finanziarie non appassionano molto ma fanno tutta la differenza del mondo. Le ragioni per seguire questa strana stagione fino in fondo non mancano di sicuro.

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