Alla fine di un lungo duello corpo a corpo, molto tattico e poco attraente, il Napoli trova lo spiraglio giusto per firmare il suo ennesimo successo domestico e sorpassare il Milan in classifica salendo al secondo posto e lanciandosi a questo punto all’inseguimento improbabile nei confronti dell’Inter distante 7 punti a 7 turni dal traguardo. Se nel primo tempo il Milan costruisce qualche buona occasione per sorprendere la difesa azzurra, nella ripresa il suo fatturato offensivo è molto modesto a dispetto del ricambio di tutti gli attaccanti a disposizione in panchina. Prima Gimenez, poi Pulisic, infine Leao: utilizzata tutta l’artiglieria che però da troppo tempo non ha cartucce da utilizzare. E invece al Napoli basta un solo blitz per riscaldare il cuore del Maradona.
Le sorprese sono due ed entrambe in attacco. Conte non recupera Hojlund e chiama Giovane alla prova del nove, Allegri propone la coppia inedita Fullkrug- Nkunku con espressa missione al francese di stare dalla parte di Juan Jesus, sinistro in difficoltà sul lato destro. L’unica occasione utile che gli capita nella prima frazione viene sprecata da un sinistro che sfiora l’incrocio. Si capisce così subito che si tratta di una sfida molto tattica e poco veloce, con ritmi bassi. Le emozioni migliori arrivano quando qualche difensore prova a squadernare il piano. Per esempio Pavlovic, per due volte, mette i brividi alla schiena di Milinkovic Savic: una volta di testa anticipando il portiere, una volta calciando lento col destro da posizione molto favorevole. Sempre il serbo però risulta decisivo recuperando su Giovane scattato in contropiede: è come fare un gol. Di contro, per il Napoli, Spinazzola è l’unico a liberarsi bene col tiro a giro dal limite sfiorando l’incrocio di Maignan. Il quadrilatero schierato da Conte (Lobotka-Anguissa-De Bruyne-Mc Tominay) palleggia molto ma assiste poco l’attaccante che trova il primo sbocco utile in avvio di seconda frazione.
Appena si accorge di qualche sintomo di stanchezza, Allegri provvede a un paio di cambi: a riposo Fullkrug e Saelamekers spolpati per fare spazio a Gimenez e Athekame. La risposta di Conte è invece quella decisiva perché l’arma finale, Politano, risulta la mossa giusta per schiodare lo 0 a 0. Senza più un centravanti a disposizione, il Napoli lavora sui lati, a sinistra dove c’è Alisson il cui cross deviato di testa da De Winter trova Politano sull’altro lato pronto alla deviazione vincente. È il suo settimo sigillo del campionato, una sorta di appuntamento fisso con il Milan, la vittima preferita in questi ultimi anni.
«Come si fa a prendere un gol così» il commento sconsolato di Allegri che nel finale lancia anche Leao ma a quel punto è troppo tardi per rimediare all’unico sbrego concesso dalla difesa rossonera, dalla parte di Bartesaghi bisogna aggiungere.