Tre. Come le vittorie consecutive che in stagione la Juventus non ha mai ottenuto. Ma anche come il tridente che Spalletti ha proposto nelle ultime due uscite ricevendone in cambio buone risposte: Woltemade riferimento centrale, Kolo Muani largo a destra e Alajbegovic che partendo dal lato opposto si muove un po’ a piacimento per mettere in difficoltà la difesa avversaria. Contro il Napoli e l’Az Alkmaar ha funzionato, stasera contro la Fiorentina chissà: match caldo per eccellenza, tifoserie che si detestano (poco) cordialmente e una classifica che non piace a nessuna delle due contendenti. Ce n’è abbastanza per immaginare un ambiente adrenalinico, come del resto succede ogniqualvolta si affrontano la Signora e la Viola: la prima andrà a caccia di punti che le permettano di rimanere in corsa per il quarto posto, la seconda per allontanarsi dalla zona calda della classifica.
E, come già accaduto in occasione di Juve-Napoli, un pareggio servirebbe a poco a entrambe pur se probabilmente sarebbe ben accetto dai padroni di casa: una prima parte di campionato così balbettante impone comunque a entrambe le squadre la necessità di accelerare. In casa Juve, la conferma della nuova versione del tridente è peraltro resa necessaria da un’anemia offensiva ben spiegata dai numeri: solo 13 gol segnati in dieci partite di campionato, dove i capocannonieri sono Bremer e Zhegrova a quota due, con Kolo Muani autore di una sola rete al pari di Alajbegovic, mentre Woltemade è ancora fermo al palo. Quanto alla Fiorentina, non ha ancora terminato una gara che sia una senza prendere gol e, anzi, ha finora avuto nella fase difensiva il proprio tallone d’Achille (23 reti sul groppone): se accadrà contro la Juve, Vanoli e i suoi faranno i salti di gioia e potranno immaginare il futuro con un po’ più di serenità. «Per noi questa è la partita’», è la chiosa del tecnico viola. Mentre Spalletti ha preferito vivere la vigilia in silenzio.
