Leggi il settimanale

Sprofondo brasiliano. Ma il ct Ancelotti non si tocca

Il "pompiere" italiano (confermato dalla federazione) non è riuscito a risvegliarla

Sprofondo brasiliano. Ma il ct Ancelotti non si tocca
00:00 00:00

Il Brasile non è morto. Ma non sta affatto bene. Oltre la sconfitta e l'eliminazione dal mondiale, sono ventiquattro gli anni di astinenza per i pentacampeones, c'è un problema di base che riguarda anche ma non esclusivamente Carlo Ancelotti.

Il contratto che lega il tecnico italiano alla federcalcio brasiliana, scadrà nel 2030, anno del mondiale Spagna-Portogallo-Marocco. Ma non si tratta di stipule e dollari, il Brasile scopre che il suo football non è più figlio dell'arte e della miseria che spinge

all'orgoglio, il Brasile vive di improvvisazione, si è messo nelle mani del pompiere Carlo, ha ritenuto di utilizzare una tattica antica del contropiede avendo un paio di elementi, Vinicius jr ed Endrick, ideali per questa soluzione, ha pagato gli infortuni e le assenze di Raphina, Wesley, Rodrygo, Militao ma sa benissimo che anche costoro non avrebbero risolto il dato di base: a parte Vinicius non c'è un calciatore di talento e di genialità, le immagini che inquadravano in tribuna Ronaldo, Ronaldinho, Rivaldo, erano graffi al cuore se messi a paragone di Paquetà, Casemiro e Bruno Guimaraes, il fucibòl brasiliano non è più da spiaggia, bailado e divertente, è monotono da troppi anni, anche la nazionale che ci superò nella finale americana era noiosa, quella che perse in Francia aveva Ronaldo stranito.

I fogli di Rio e Sao Paolo accusano la federazione

di avere trascurato la situazione tecnica, il vivaio, Ancelotti sa che se avesse avuto a disposizione Haaland di certo avrebbe stravinto ma come lui stesso ha detto in una delle conferenze stampa: «In Italia si dice se mia nonna avesse le ruote sarebbe un tram», provocando le risate dei giornalisti brasiliani.

Oggi c'è poco da ridere, la sfortuna di un rigore sbagliato e delle parate eccezionali di Nyland può spiegare, in parte, la grande delusione.

Le prossime giornate diranno molto sul futuro.

Ancelotti non ha alcuna voglia di lasciare l'incarico, nel caso peggiore andrà a vivere la pensione in Canada, altre soluzioni patriottiche appartengono al meraviglioso mondo nostrano.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica