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Staffetta tra fenomeni

Messi e Yamal: lo scettro del calcio passa dalla Catalogna. Domenica nel faccia a faccia Lamine ha la grande occasione di spodestare il... "padrino"

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C'è stato un periodo in cui Messi non vinceva nulla con l'Argentina e allora «la colpa» se la prendeva la Spagna, o meglio la Catalogna. «Per forza, a Barcellona ha tutto - insinuavano i detrattori della Pulce -. È chiaro che all'Albiceleste tiene meno». Sciocchezze sesquipedali in realtà, anche se è vero che Leo ai catalani deve moltissimo: gli hanno dato un club dove giocare, cure fisiche per irrobustirlo e accoglienza alla sua famiglia. Figlioccio ed erede di Ronaldinho, Messi ha sempre voluto accanto persone di fiducia che fossero sulla sua stessa lunghezza d'onda non soltanto calcistica, sudamericani come lui, da Suarez a Mascherano. Il ritrovo, la zona di Castelldefels dove Leo aveva una maxi-casa.

E ogni volta che l'argentino torna al Camp Nou sono brividi. Quindi è indubbio che il rapporto tra Messi e la Catalogna sia profondissimo. Anche perché la sua aura evidentemente ha contagiato un altro calciatore che con Messi ha molto in comune a cominciare dal piede di riferimento, il sinistro: Lamine Yamal è il nuovo numero 10 del Barcellona, come prima era Leo, e al suo primo Mondiale, questo, esattamente come fece La Pulce nel 2006 porta il 19 sulla schiena. Poi c'è quella foto, che ha fatto il giro del pianeta, di Messi «battezzando» Lamine Yamal.

Anno di grazia 2007, un neonato dentro una piccola vasca da bagno, una campagna benefica dell'Unicef per permettere a una fortunata famiglia di essere immortalata per sempre con l'allora ventenne Leo: vinsero i Mazraoui, che portarono il loro piccolo Lamine Yamal (questi sono suoi due nomi, ricordiamolo) davanti alla macchina fotografica. Venivano da Roca Fonda, quartiere complicato della già difficile cittadina di Mataró, non esattamente i Parioli. E 19 anni dopo quei due protagonisti del calendario benefico dell'Unicef si troveranno di fronte domenica nella finale del Mondiale.

Messi è diventato sempre più grande, vincendo anche con l'Argentina, casualmente da quando ha lasciato il Barcellona nel 2021, e Yamal sta cercando di ripercorrere le sue orme. È un passaggio di consegne così perfetto, vada come vada, da risultare poetico e profetico insieme. Con la Catalogna, soprattutto, orgogliosa a prescindere.

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