Fine della Grande Illusione. E (forse) anche di quella di medie dimensioni. Tradotto: il ko di Cagliari il secondo dell'era Spalletti, il quarto in campionato ha sancito l'addio ai sogni scudetto che qualcuno davvero cullava sotto la Mole. Scappata l'Inter a +10, con anche il Napoli schizzato a +4 e il Milan che già prima di ieri si era allontanato, non si vede davvero come la Juve possa sentirsi ancora in lotta per lo scudetto: meglio volare bassi e prendere atto che sì, con Spalletti alla guida, i progressi sul piano del gioco non siano mancati, senza che però gli stessi abbiano elevato la squadra al livello delle migliori di Serie A.
Per rimanere in lotta mettendo nel mirino l'obiettivo massimo, i bianconeri non avrebbero dovuto sbagliare nulla nel mese di gennaio approfittando di un calendario sulla carta favorevole: viceversa, il mezzo passo falso casalingo contro il Lecce e la sconfitta di Cagliari hanno azzoppato definitivamente le ambizioni di Locatelli e compagni. Chiamati ora a non fallire l'appuntamento di mercoledì allo Stadium contro il Benfica di Mourinho: vero che la classifica europea è stata risistemata prima di Natale, vero però anche che il margine per rimediare ad altri eventuali errori sarebbe molto risicato essendo ormai quasi terminata la prima fase. Rialzare immediatamente la testa diventa allora obbligatorio, anche perché domenica è in programma la sfida in casa contro il Napoli, altro appuntamento di primissimo livello.
A Cagliari è peraltro svanita anche la seconda illusione che aveva accompagnato le ultime settimane, quella per cui David avrebbe potuto rivelarsi centravanti all'altezza delle ambizioni juventine.
Invece, contro squadre chiuse a doppia mandata, il canadese ha confermato tutti i suoi limiti. Che magari non sono tecnici, ma certamente di rapidità e stazza: dal mercato potrebbe arrivare uno tra Mateta, En-Nesyri e Zirkzee, ma intanto il sogno clamorosa rimonta è evaporato.