Niente padiglioni sterminati, niente luci al neon e code da aeroporto. Il vino, almeno per una domenica, prova a scendere di scala. Si chiama Mercatino della Domenica ed è un formato che punta a ridurre le distanze: meno fiera, più incontro. L’idea è semplice e quasi controcorrente per Milano, città che ama le inaugurazioni affollate: riportare i vignaioli artigianali a parlare direttamente con chi beve le loro bottiglie, senza stand monumentali né barriere di sorta.
Si parte domenica 15 marzo, dalle 12 alle 19.30, negli spazi di via Tertulliano 68, dove hanno trovato casa il laboratorio e lo spaccio diDavide Longoni. L’appuntamento inaugura una serie di date – 12 aprile, 10 maggio e 14 giugno– che promettono di trasformare la domenica in un piccolo rito laico dedicato al vino artigianale e alla convivialità.
Lo scenario è quello di Spazio Tertulliano, contenitore ibrido che mette insieme pane, cultura e una certa idea di quartiere. Qui arriveranno più di dieci produttori di vini naturali: da Barbacàn a La Stoppa, passando per Cortefusia, L’Acino e Tenu
Accanto ai calici, una proposta gastronomica che evita l’effetto street food di maniera: assaggi di prodotti agroalimentari italiani e una focaccia pensata per l’occasione da Longoni, anche in versione vegetariana, compresa nel biglietto d’ingresso. Tra i banchi anche alcuni artigiani del gusto come Bianco Insolito eFunky Fermenteria, a ricordare che il vino, da solo, si annoia.
Non mancherà un angolo dedicato all’editoria indipendente con Iperborea e la rivista L’Integrale, oltre a un dj set che accompagnerà l’intera giornata. Un sottofondo musicale, più che una colonna sonora da festival.
Ad aprile, inoltre, sarà visitabile in via eccezionale la mostra “Nothing is Forever” diAvantgarden Gallery, realtà milanese attiva dal 2007 e punto di riferimento per l’urban art. Un’incursione nel dialogo tra spazio urbano e impermanenza che amplia il perimetro dell’evento oltre il cibo e il vino.
Il biglietto costa 18 euro e consente di degustare le etichette presenti e confrontarsi direttamente con i produttori. Una cifra contenuta, se paragonata ai grandi saloni di settore, ma soprattutto coerente con lo spirito dell’iniziativa: meno spettacolo, più relazione.
Dietro il progetto c’è la collaborazione tra Longoni – panificatore che negli ultimi dieci anni ha costruito a Milano una rete di botteghe diventate luoghi di quartiere – e Commestibile, realtà che si occupa di sviluppo e contenuti per l’hospitality. L’obiettivo dichiarato è rallentare il ritmo e restituire al vino una dimensione domestica, quasi familiare.
In una città che spesso trasforma tutto
in evento, il Mercatino della Domenica prova a fare il contrario: togliere invece di aggiungere. Niente effetti speciali, solo persone, bottiglie e il tempo necessario per parlarne. A Milano, di questi tempi, non è poco.