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Calcio

Un Gattuso low profile sfida il suo passato

Il tecnico non si fida della crisi di Allegri. E ADL cancella la sua conferenza

Lazio’s head coach Gennaro Gattuso greets the fans at the end of the Serie A soccer match between Sassuolo and Lazio at the Mapei Stadium in Reggio Emilia, north Italy - Tuesday, October 27, 2026 - (Photo by Massimo Paolone/LaPresse)

Torna da ex al Maradona - nelle due stagioni con il Napoli vanta una Coppa Italia vinta in epoca Covid - ma usa il basso profilo tipico di quest’inizio di stagione che lo vede, inaspettamente secondo i pronostici, davanti a tutti. Rino Gattuso non pensa a rivincite su chi immaginava un campionato lacrime e sangue della sua Lazio e, tra realismo, scaramanzia e umiltà, fa ancora il conto alla rovescia sui punti necessari per la salvezza matematica. Comunque vada oggi a Napoli, i biancocelesti andranno alla seconda sosta del campionato con il primato in tasca - dipenderà dal Como se in solitaria o con l’Inter -. «Io non devo pensare al primato, noi non c’entriamo nulla lì sopra, giochiamo e viviamocela, ma senza pressione o preoccupazione. Quando arriviamo ai 40 punti ho già detto alla squadra che faremo una bella festa perché il primo obiettivo è raggiunto».

Il Napoli è ferito, falcidiato dagli infortuni e al limite di una crisi di nervi, con la panchina di Allegri sempre più traballante anche se il patron De Laurentiis non sembra per ora pensare ad esoneri e sposta il mirino sul mercato di gennaio. Ieri l’ultimo pasticcio, comunicativo, nel quartier generale di Castelvolturno: giornalisti già pronti nella sala conferenze per le parole del tecnico, ma l’appuntamento con Max è stato annullato all’ultimo momento. Nessun caso o scelta punitiva, semplicemente una decisione del presidente - presa già in mattinata però - che ha ritenuto giusto nel momento delicato che il gruppo potesse concentrarsi solo sul lavoro e sul campo. «Le conferenze stampa non servono, giochiamo ogni tre giorni», il commento su X di ADL.

Tra le tante difficoltà del Napoli Gattuso, che dovrà rinunciare a Zaccagni e forse a Nuno Tavares, non si fida: «Non abbiamo

pressioni, ma la consapevolezza di giocare in uno stadio difficile, con una squadra che sta attraversando un momento negativo. Tanti di loro hanno vinto sia all’estero che con quella maglia, ci vuole grande rispetto e umiltà, bisogna andare forte altrimenti tutte le partite sono per noi difficili». Quanto ad Allegri «è stato il mio capitano, ho vinto un campionato dalla B alla A, è stato il mio allenatore, non ho mai vinto contro di lui, è chiacchierato ma spero di fare un quarto di quanto ha fatto in carriera. E poi è uno che di stress non muore, lui è uno sgamato e nei momenti di difficoltà trova sempre le cose giuste per far quadrare i conti».

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