La qualità (non solo) danese della Lazio. E la timidezza della Juventus, fischiata fin dalla fine del primo tempo dal suo pubblico. Del resto giocare allo Stadium non è diventato facile per i bianconeri: tremebondi e impacciati, senza certezze e senza quell’arroganza che una volta permetteva loro di vincere quasi prima di scendere in campo. Adesso non è più così e alla vigilia Gattuso aveva espressamente chiesto ai suoi di «andare a giocarcela con coraggio, senza farci venire il braccino». Detto e fatto: la Lazio si è piazzata nella metà campo della Juventus e ha palleggiato senza paura, con la fascia sinistra eletta a territorio preferito grazie alla coppia Tavares-Zaccagni, ma senza dimenticare che dall’altro lato Isaksen è un tipetto da tenere sempre in considerazione.
I bianconeri, guidati in panchina da Domenichini stante la squalifica di Spalletti, hanno invece faticato a costruire, anche perché Alajbegovic non ha quasi toccato palla e in mezzo al campo non è che abbondi il talento. Impossibile poi, in ottica bianconera, recriminare per un gol dell’attaccante francese annullato per fuorigioco: meglio allora la Lazio, pericolosa con un colpo di testa di Isaksen e poi passata in vantaggio con un’inzuccata del danese Provstgaard su assist di Zaccagni dalla sinistra. Zona dalla quale è poi arrivata anche una traversa (dopo deviazione) di Tavares: come volevasi dimostrare, insomma. Al punto da innervosire il pubblico di casa, che nella ripresa ha visto la Juve passare al 4-4-2 con la coppia Kolo Muani-Woltemade: come già accaduto in altre circostanze, meglio così. Il tedescone ha anche sfiorato il pareggio, la Juve ha ovviamente alzato il ritmo ma è stata ancora la qualità danese’ della Lazio ad andare in gol: Isaksen lui pure dalla Danimarca con furore - ha così replicato il gol dell’anno scorso e la Signora è sprofondata, infine umiliata anche dal gol di Dele-Bashiru. Con Spalletti in tribuna e una classifica che oggi la vede fuori dall’Europa, a meno due dal Frosinone che una corazzata non è. Mentre la Lazio vola lassù, insieme all’Inter, per la miglior partenza in campionato della sua storia.
