Calcioscommesse, oggi i pm sentono Sartor e Gervasoni E domani tocca a Doni

Continua l'inchiesta sullo scandalo delle scommesse calcistiche

Calcioscommesse, oggi i pm sentono Sartor e Gervasoni E domani tocca a Doni

Prosegue l'inchiesta sul calcioscommesse. Dopo le deposizioni dei giorni scorsi di Alessandro Zamperini e Nicola Santoni oggi è il turno di Luigi Sartor e Carlo Gervasoni - due dei 17 arrestati nella seconda tranche dell'indagine sulle partite truccate - che verranno ascoltati dal gip di Cremona.

Gervasoni, giocatore del Piacenza, è ora sospeso e accusato di aver fornito al gruppo "per almeno un anno un contributo stabile con particolare riferimento alle partite che vedevano coinvolte le squadre nelle quali militava: Mantova, Cremonese e Piacenza, svolgendo altresì attività per reclutare calciatori disponibili a farsi corrompere e mantenendo con costoro i contatti". Sartor è invece accusato di essere il referente italiano dell'organizzazione, nonché il "contabile" del gruppo di scommettitori bolognesi di cui, tra l'altro, faceva parte anche l’ex bomber Giuseppe Signori. Per domani è invece previsto l’interrogatorio del capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, arrestato nella stessa inchiesta della Procura cremonese.

In proposito è intervenuto anche Gianni Petrucci, presidente del Coni, che ai microfoni di Sky ha ribadito la sua posizione: "Io sono il primo tifoso del calcio, è lo sport più popolare e ci ha dato tanto vanto, ma bisogna prendere atto dei momenti negativi e quella delle scommesse non è una bella imamgine per lo sport italiano in genere". Anche il direttore generale dell'Atalanta, Pierpaolo Marino, ha detto la sua a Sky, dopo la vittoria di ieri sul Cesena: "Stasera ha parlato il campo ed è stata la cosa più bella. Sono vicende che fanno male ma la squadra ha fatto vedere le sue potenzialità. I ragazzi hanno giocato per dimostrare i loro valori sportivi, quelli veri". E conclude con serenità: "Abbiamo già pagato per responsabilità oggettiva, e lo abbiamo accettato lottando sul campo. Peggio di quello che è successo non potrà succedere".

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