Calderoli: "Da gennaio le grandi riforme"

Il ministro per la Semplificazione: "Sul federalismo è giusto dialogare con tutti, anche con Pd e Idv. Se in un anno cambiamo il Paese Berlusconi diventa l'uomo della svolta e può puntare al Colle". Enti inutili: "Ho trovato l'elenco nascosto"

Calderoli: "Da gennaio le grandi riforme"

Roma - Ministro Calderoli, il 2009, lei dice, sarà «un anno formidabile» nonostante la crisi. Da dove le arriva questo ottimismo?
«Potrebbe essere un anno formidabile perché se si riescono a fare federalismo fiscale, riforma costituzionale, della giustizia e a seguire la riforma dei regolamenti parlamentari, avremo modernizzato il Paese di cent’anni».

Allora sarà anche l’anno del dialogo?
«Il dialogo l'ho sempre tenuto aperto. E dal 7 gennaio partirà una serie di incontri con maggioranza e opposizione, con l’unione delle Provincie, l’associazione dei Comuni. Il testo sul federalismo fiscale è cresciuto con il contributo di tutti».

Dialogo con Veltroni ma anche con Di Pietro?
«Ho preso spunti anche dal Pd e dall’Italia dei Valori. Perlomeno rispetto al federalismo fiscale, l'approccio dell'Idv è stato sempre molto costruttivo. Mi hanno invitato a un loro seminario, ho avuto un incontro con Donadi, il capogruppo alla Camera, e con i tecnici. Alcune loro proposte sono state di assoluto buon senso. Vogliamo numeri forti in Parlamento sulle riforme per evitare il referendum. Dialogo con tutti. Se mi arriva un emendamento, io non guardo chi l’ha firmato. Prima lo leggo».

Non è un’utopia, dialogare con tutti?
«Se uno fa una legge a maggioranza, prima o poi una maggioranza diversa, con un nuovo governo, la cancellerà. È sempre stato così: noi abbiamo cancellato leggi dei governi precedenti, Prodi ha cancellato le nostre. Se uno vuole essere credibile davanti al popolo, deve dimostrare che lavora per il popolo, non per prendere un voto in più».

Calderoli, sta parlando da presidente della Repubblica.
«Il candidato al Quirinale potrebbe essere Berlusconi, non so se l’abbia mai pensato, qualora riuscisse a realizzare in un anno l’ammodernamento del Paese. Sarebbe l’uomo della svolta».

Lei dice: evitiamo il referendum, numeri forti in aula. Ci riuscirà?
«Mettersi d’accordo sulle riforme è l’unico modo per dimostrare di essere una classe politica, altrimenti saremo una classe di somari. Il Paese ha bisogno di stabilità. Ci troviamo con un governo che governa, in passato non è mai stato così. Non lo è stato durante il governo Prodi, dove non si è deciso e quando si è deciso lo si è fatto sbagliando. Anche noi avevamo potuto decidere a metà durante il precedente governo Berlusconi, perché l'Udc sembrava che fosse lì soltanto per mettere i bastoni tra le ruote...».

Dia un po’ di tempi sulle riforme.
«Al Senato saremo in Aula con il federalismo fiscale presumibilmente il 23 gennaio e ragionevolmente per marzo alla Camera. Io spero che non ci sia un ritorno al Senato. A febbraio, sempre al Senato, il federalismo costituzionale e allora si potrà ridurre il numero dei parlamentari, con il senato che diventa Camera del territorio, Camera federale e il rafforzamento dei poteri del premier perché non si debba più ricorrere alla decretazione d’urgenza».

La approverete entro un anno?
«Potremmo farcela».

Giustizia: conferma che la Lega vuole le intercettazioni anche per i reati contro la pubblica amministrazione?
«Sosteniamo che il testo approvato dal Consiglio dei ministri sia un buon testo. In quel testo passato all’unanimità si prevedeva di intercettare anche per corruzione e concussione, ma è un aspetto, un pezzo della riforma. Molto più importante è il ritorno del potere dell’attivazione delle indagini alla polizia giudiziaria».

Lei è il «ministro semplificatore» del governo. Quali leggi o enti taglierà nel 2009?
«Tra poco invierò una letterina».

A chi?
«Ho un elenco di soggetti, enti pubblici e associazioni private, che prendono soldi dallo Stato a qualunque titolo. Nella letterina mi devono dire che soggetto giuridico sono, cosa stanno al mondo a fare, come utilizzano quei soldi».

Sono gli enti inutili?
«Sono soggetti nuovi, che ho trovato da poco».

E dove li ha scovati?
«In un libro che nessuno voleva tirare fuori» (risata).

Di cosa si occupano questi enti inutili invisibili?
«Ci sono per esempio delle associazioni che prendono soldi per festeggiare decennali, cinquantenari, centenari, millenari di nascita e morte di alcuni personaggi, non sempre famosi. E non solo di personaggi. C’è anche il festeggiamento per i 200 anni di un terremoto, che senso ha dopo 200 anni festeggiare un terremoto?».

Altre assurdità?
«Tutte quelle associazioni sugli orfani di guerra, le associazioni per l’educazioni dei figli orfani dei combattenti di 90 anni fa, sfuggono al comune buon senso. Ci sono anche quelle serie, ma voglio sapere cosa fanno. Sono finanziamenti relativamente microscopici magari, 50, 75mila euro, ma a pioggia, e alla fine assorbono milionate».

E le leggi?
«Alla Difesa ho spedito un pacco di 2mila leggi militari che dovrebbero diventare due: un codice militare e un testo unico. Proporremo anche un diverso recepimento delle direttive europee. Tutte le volte siamo obbligati a fare leggi di recepimento. Inutile fare decreti legge se le direttive vengono accolte così come sono. È carta, tanta carta, e tempo perso in Consiglio dei ministri».

Quanto state risparmiando con questi tagli di legge e di burocrazia? Avete delle cifre?
«La quantificazione della commissione europea è di 75 miliardi di risparmio entro il 2012 con la semplificazione amministrativa. Già per i primi provvedimenti di sburocratizzazione di luglio si è calcolato un taglio di 5-6 miliardi di euro. Entro l’anno faremo partire per la prima volta una banca dati pubblica on-line delle leggi dove si può conoscere quelle che ci sono e quelle che erano in vigore. Per i settori pubblici ci sarà la possibilità di accesso alla banca dati messa a disposizione della Cassazione».

Tra i tagli pensate di fare economia anche sugli enti locali?
«Si razionalizzerà dai Comuni in su. Quando si parla di “enti intermedi” se ne trovano di tutti i colori. Bisogna creare strutture associative più ampie per cui al posto di avere dieci soggetti punteremo a un solo soggetto che svolgerà dieci funzioni».

Vita breve per comunità montane e consorzi?
«La risposta arriverà nella Carta delle autonomie che presenterà

Maroni. C’è una piccola percentuale di questi enti che ha ragione di esistere, ma se questo significa maggiori costi che cadono sulle spalle dei cittadini, non va bene, non è sostenibile in questi tempi di vacche magre».

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