Cancella le scritte offensive Le ritrova dopo poche ore

«Non ne possiamo più. Ogni volta che facciamo togliere una scritta, passano un paio di giorni ed ecco arrivarne una nuova. Forse peggiore, più grossa e deturpante di quella che è stata appena rimossa. È brutto dirlo ma ormai non ci si fa neppure più caso anche se ogni volta avvisiamo le autorità per far rimuovere tutto». Parola di preside. Enrica Beverini, dirigente scolastico della scuola media «Alfieri» di via Napoli, nel cuore di Spezia, sfoga tutto il suo disappunto appena sente nominare le parole «scritte» e «graffiti» e promette che si muoverà ancora una volta per far cancellare quella frase odiosa che imbratta la facciata laterale del suo istituto. «Meno torri liberali più aeroplani», parole dure che evocano morte e distruzione violentando un lato della scuola. «L'abbiamo già fatta cancellare insieme ad altre ma è un disastro -dice la preside- perché dopo un paio di giorni erano di nuovo lì. Abbiamo già avvisato la circoscrizione e il comune e la faremo togliere. Sui nostri muri non deve stare». E sì perché quella frase balza subito agli occhi. E se i residenti possono essere ormai incuranti di fronte allo spirito distruttivo dei writer i turisti che si dirigono alla stazione ferroviaria distante poche centinaia di metri non possono non avere un nodo in gola. E non potrebbe essere altrimenti. L'Alfieri non passa inosservata. Tirata su tra gli anni '30 e '40 con la sua stazza maestosa domina il quartiere e fa da punto di riferimento per chi deve andare dritto ai binari. Livrea panna, forme nette e delineate che si richiamano alla tradizione razionalista di cui La Spezia è riccamente dotata è diventata da tempo oggetto di attenzione dei «graffitari» che la imbrattano a più non posso e senza rispetto per la sua funzione. Ma quella scritta sarà fatta togliere. Lo assicura Fabrizio Andreotti, presidente della Circoscrizione Tre, la Centro, la più grossa della città. «Ce n'era una simile e ovviamente è stata cancellata. Ma è tornata. L'abbiamo tolta ancora e adesso è di nuovo lì. Molti pensano che sia sempre la stessa visto che il tempo che passa tra la rimozione e una nuova a volte è brevissimo», spiega Andreotti che aggiunge. «Ci siamo già attivati presso il comune e andrà via anche questa volta perché è una frase insopportabile. A questo punto pensiamo che in queste cose giochi un ruolo negativo lo spirito emulativo e di sfida che porta qualcuno a volersi sentire protagonista in modo». Insomma in attesa della «pulizia» la scuola è tappezzata di scritte che fanno da contraltare alle vecchie prescrizioni di un tempo con la divisione tra maschi e femmine e le rispettive entrate separate che sono ancora lì. Il problema dei graffitari alla Spezia è molto sentito e proprio in questi giorni è in via di ultimazione il ripristino del Palazzo delle Poste di piazza Verdi, anche questo di stile razionalista e da sempre uno dei punti preferiti dai graffitari del levante ligure. Per correre ai ripari il comune ha emanato una normativa molto restrittiva che lascia alcune zone di sfogo ai writer ma punisce duramente chi sgarra con ammende, denunce e addirittura spese di pulizia. Ma la guerra è ancora in corso.
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